A2a: azioni e quotazione

A2a è una delle principali aziende italiane e un titolo particolarmente apprezzato per quel che riguarda il paniere del Ftse Mib. Qui sotto trovi il grafico in tempo reale delle quotazioni delle azioni A2a. Subito dove andremo ad analizzare il titolo per comprenderne meglio le caratteristiche del business e valutare un eventuale investimento.

Se vuoi fare trading sulle azioni A2a ti consigliamo di utilizzare il broker plus500 (servizio CFD), il punto di riferimento per ciò che riguarda cfd su azioni, valute e materie prime. Con plus500 è possibile consultare i grafici con la quotazione di A2a e di tutte le principali azioni delle aziende quotate alla Borsa di Milano e sui principali listini internazionali. Il tuo capitale è a rischio.

A2A: quotazione azioni, storia e consigli

Oggi in Italia, uno dei più grandi gruppi legati alla produzione di energia è A2A, seconda nel paese soltanto al colosso ENI. La storia di questa società ha origini antiche, esattamente all’inizio del secolo quando nascono le tre società dalla cui fusione vedrà la luce A2A, AEM, ASM e AMSA. Nel 1910 nasce AEM, l’Azienda Elettrica Municipale, che ha come scopo quello di sostenere lo sviluppo dell’area urbana di Milano. Fino al 1950 l’AEM continua a crescere, confermandosi leader del nascente mercato energetico nel Nord Italia, aumentando costantemente la propria capacità produttiva attraverso l’apertura di numerose centrali idroelettriche.

FAI TRADING SU AZIONI A2A: CLICCA QUI E VAI SU PLUS500

Negli anni del boom economico, AEM continua ad incrementare la propria capacità produttiva sostenendo il paese ed in particolare la zona di Milano, che si afferma come traino dello sviluppo del paese. Negli anni ’80 AEM entra anche nel settore del gas, attraverso l’acquisizione della rete, che la porterà nel 1996 a diventare società per azioni ed a quotarsi alla Borsa di Milano, collocando il 49% del suo capitale sociale.

Grazie ai decreti di liberalizzazioni del mercato, AEM entra anche nel settore delle telecomunicazioni, iniziando nel 2000 i lavori per la posa della rete in fibra ottica di Milano, che ne faranno l’avanguardia del paese. Negli anni seguenti AEM acquista la rete di distribuzione dell’energia elettrica proprietà dell’ENEL, che ne fanno l’unico operatore dell’area di Milano, ed inizia ad intraprendere importanti accordi commerciali con aziende internazionali.
Gli anni prima della fusione, vedono il Comune di Milano cedere un’ulteriore quota di AEM, scendendo sotto il 51%, oltre che ad importanti operazioni commerciali come una quota di Edison S.p.a. con il gruppo francese EDF, il 30% di ECODECO ed entra in Edipower S.p.a..

L’atra società che sarà protagonista della fusione e della nascita di A2A, è ASM, l’azienda dei servizi municipalizzati dell’area di Brescia, che nel 1908 inizia la sua attività attraverso la fabbrica del ghiaccio e la gestione del servizio tranviario, e che negli anni seguenti inizia ad occuparsi anche della distribuzione di energia elettrica, della produzione e della distribuzione del gas e della gestione dell’acquedotto nell’area del Comune di Brescia.
Dagli anni ’60, gli anni del boom economico, ASM vede un grande sviluppo sia nel Comune di Brescia che nell’area della Provincia, ottenendo la gestione degli impianti semaforici, i servizi legati al ciclo dei rifiuti, le centrali termiche, la gestione di parcheggi e parcometri, la gestione di depuratori e fognature, dei metanodotti e degli acquedotti.

In questi anni ASM decide di creare una fitta rete di società controllate, per gestire al meglio l’enorme mole di servizi affidatogli dal Comune di Brescia, potendo in questo modo dedicarsi con maggiori energie al settore dell’energia. Dagli anni ’60 in poi ASM partecipa a numerosi progetti legati alla produzione ed alla distribuzione dell’energia, come la costruzione di centrali termoelettriche, di elettrodotti, nei servizi di teleriscaldamento, fino ad arrivare agli anni duemila ed alle centrali a biomasse ed ai termoutilizzatori.

Nel 1998 ASM diventa società per azioni lanciandosi nel periodo delle liberalizzazioni del settore. In questi anni conclude importanti accordi commerciali per l’importazione del gas naturale, ed acquistando insieme a Banco Santander ed a Endesa Elettrogen, oggi Endesa Italia, il terzo produttore di energia elettrica in Italia con una capacità di oltre 6590 MW.

Negli anni prima della fusione, ASM si conferma una delle società più importanti in Italia nel settore energetico, con la fusione con la omologa società di Bergamo, ed estendendo il proprio business alla rete idrica, alla distribuzione ed alla vendita di gas, all’illuminazione pubblica, ai rifiuti ed ai termovalorizzatori dell’area del Comune bergamasco.

La terza società che entra nella fusione che porta alla creazione del gruppo A2A è AMSA, una società che vanta un’origine antichissima, addirittura nel 1807, con la gestione dei rifiuti della città di Milano. L’AMSA visse tutte le fasi storiche del paese, dalla sua costituzione a realtà nazionale, alle due guerre mondiali fino agli anni del boom economico, anni in cui l’AMSA iniziò a gestire numerosi impianti di incenerimento, per poi entrare nel settore della raccolta differenziata e del riciclo.

FAI TRADING SU AZIONI A2A: CLICCA QUI E VAI SU PLUS500

Grazie al forte impegno sociale ed ambientale di questa società negli anni, il comune di Milano riuscì nel 2002 ad arrivare al 32% di raccolta differenziata. Gli anni prima della fusione vedono AMSA entrare nel business dei termovalorizzatori, e degli impianti di compostaggio. Inoltre, la ricerca e l’attenzione dedicata allo sviluppo delle nuove tecnologie, hanno portato questa azienda ad innovarsi continuamente, attraverso l’introduzione di metodi innovativi di pulitura delle strade, e nell’introduzione di combustibili puliti per i mezzi del proprio parco mezzi.
Dopo che per tutto il 2007 vanno avanti gli accordi preliminari e le assemblee per questa operazione, il 1° Gennaio del 2008 vede finalmente la nascita del gruppo A2A, dalla fusione appunto tra AEM, ASM e AMSA.

Quotazione a2a: i numeri del business

Oggi A2A è la seconda società italiana nella produzione di energia elettrica, con oltre 12.000 dipendenti, attività nei settori dell’energia, dell’ambiente, del calore e delle reti, con una forte propensione all’utilizzo di fonti rinnovabili, che pesano per oltre il 36% del totale dell’energia prodotta. L’ampliamento delle sue attività ai settori del teleriscaldamento, del ciclo idrico e della distribuzione di gas ed energia elettrica, hanno permesso ad A2A di chiudere il 2015 con ricavi per oltre 4.921 milioni con un margine operativo lordo di 1.048 milioni.

Leggi anche: COME FARE TRADING SENZA DEPOSITO

Il risultato netto è stato di 73 milioni, con un indebitamento finanziario netto a quota 2.897 milioni ed un patrimonio di 3.259 milioni. Sempre a Dicembre del 2015, il gruppo A2A poteva contare su 10,4 GW di capacità installata con oltre 16.000 GWh di energia elettrica prodotta e 13.339 GWh di energia elettrica distribuita. Inoltre, A2A può contare su 1.832 Mmc di Gas distribuito, 63 Mmc di acqua distribuita, 2.555 Kton di rifiuti trattati e 2.297 GWht di calore distribuito tramite teleriscaldamento.

Oggi, A2A presenta un’attività divisa in 5 settori differenti, generazione di energia elettrica e trading, commercializzazione di Gas ed energia elettrica, ambientale tramite i servizi di raccolta e spazzamento, trattamento e smaltimento dei rifiuti e recupero dell’energia sviluppata, reti e calore attraverso le reti elettriche e del gas, ciclo idrico integrato, l’illuminazione pubblica ed i servizi di teleriscaldamento, ed il settore di generazione, commercializzazione e distribuzione dell’energia elettrica all’estero.

Oltre che in Italia infatti, A2A ha partnership in Grecia, Inghilterra e Spagna, oltre che a due impianti idroelettrici ed a un impianto termoelettrico in Montenegro. A2A è strutturata tramite una fitta rete di società di proprietà come Edipower, A2A Trading, A2A Energia, A2A Ambiente, A2A Ciclo Idrico, Unareti, EPCG, A2A Smart City, A2A gencogas, Aspem Energia, Amsa, A2A Calore e Servizi, Unareti Servizi Metrici, Aprica e A2A Energiefuture.

Inoltre, possiede numerose partecipazioni, come il 70% di A2A Alfa, il 23,94% di ACSM.AGAM, il 50% di PremiumGas, il 33,33% di LumEnergia, il 90% di Aspem, il 91,60% di RetraGas, il 50% di Ergosud, il 50% di Metamer, il 60% di Proaris, il 74,50% di Camuna Energia, il 49,15% di ASVT ed il 39,49% di Rudnik Uglja ad Pljevlja.

Il debito del gruppo è formato dal 79% da Obbligazioni, mentre il 21% da prestiti, con una scadenza media di 5,4 anni ed un tasso d’interesse medio del 3,6%, composto dall’85% di interessi a tasso fisso e dal restante 15% di interessi a tasso variabile. A2A può contare su una linea di credito non utilizzata di 900 milioni, ed una liquidità di 700 milioni.

Azioni A2A sulla Borsa di Milano

A2A è una società quotata alla Borsa di Milano, dove si presenta come il secondo operatore energetico italiano, operante soprattutto nel Nord del paese nel settore dell’approvvigionamento e nella distribuzione del gas, e nella produzione, nella distribuzione e nella commercializzazione di energia elettrica.

I numeri del suo profilo finanziario sono 8,9GW di capacità di generazione di energia elettrica, di cui 7,9GW da impianti termoelettrici ed 1,9GW da impianti idroelettrici. A2A inoltre si presenta sul mercato come leader del teleriscaldamento, e nei servizi rivolti all’ambiente, con 2,6 Mil ton di rifiuti trattati, 1,1 TWh di energia elettrica prodotta e 1,0 TWht di calore derivante dagli impianti di lavorazione e trattamento.
Il titolo è presente nel MTA, nel settore dei servizi pubblici, ed ha un azionariato composto dal Comune di Milano e quello di Brescia che ne detengono il 25% ciascuno, la Norges Bank con il 2,1%, mentre il restante 47,9% è sul mercato.

Il titolo ha chiuso la giornata di ieri a quota 1,203, in calo dello 0,33% , con un volume di scambi superiore e nella media settimanale, segnale di un leggero aumento dell’interesse degli operatori. L’indice di volatilità è pari a 17, ed il fatto che il titolo non abbia sfondato il supporto visto a quota 1,1968 mentre abbia superato la resistenza a quota 1,2148, fa ben sperare per l’inizio di un mini trend positivista. Il secondo supporto comunque è dato a 1,1797 mentre la seconda resistenza è sull’1,2340.

Il titolo A2A è riuscito a portare a casa risultati più che soddisfacenti nell’ultimo anno, con un più 14,37% negli ultimi sei mesi ed un più 8,09% nell’ultimo anno, anche nel breve periodo a registrato un meno 5,35% nell’ultimo mese.

Andando a vedere i dati storici, possiamo notare come il titolo sia reduce da un netto miglioramento della sua posizione, in quanto proveniva da prezzi su valori decisamente più bassi del terribile 2012. In quel periodo, precisamente da Aprile del 2012 ad Aprile del 2013, il titolo si stazionava su valori tra lo 0,568 e lo 0,311, a causa della crisi finanziaria e della successiva crisi economica europea e soprattutto della situazione italiana.
In seguito, il titolo ha visto una lenta ma costante risalita, fino a toccare il suo massimo a quota 1,352 a metà Dicembre del 2015. Da allora, a parte una ricaduta momentanea sotto quota 1€ nel Febbraio di quest’anno, il titolo è rimasto su valori superiori a 1,1 con tendenze al rialzo.

Sicuramente pesa molto su A2A il limite territoriale, infatti a parte le tre centrali in Montenegro il business di questa società è stretto nei confini nazionali, principalmente al Nord Italia, ed ogni qual volta l’economia del paese rallenta questo a una ripercussione notevole sui risultati di A2A. D’altro canto, la grande varietà dei servizi gestiti, e la diversità importantissima delle fonti di energia utilizzate per la produzione di energia elettrica, fanno si che A2A possa risentire meno rispetto ad altre compagnie energetiche dei bassi prezzi del petrolio e del gas.

L’ampia percentuale di fonti rinnovabili, oltre che alle centrali di recupero dell’energia dal trattamento dei rifiuti, garantiscono a questa società un paracadute contro il brent del petrolio. Inoltre, un altro settore in forte crescita per A2A è quello della raccolta differenziata, con percentuali al Nord Italia che iniziano a diventare molto interessanti, soprattutto in vista di un allargamento di questo business.

Anche se i risultati fino ad ora raggiunti nel 2016 sono positivi, con un miglioramento del margine, degli utili e della situazione finanziaria, le previsioni su questa società non sembrano essere molto positive per il futuro. A pesare maggiormente potrebbe essere il rallentamento dell’economia europea a seguito della Brexit, i cui effetti sono attesi soprattutto a partire dalla fine di quest’anno.

Inoltre, il fatto che A2A operi soprattutto al Nord, comunque in Italia, non è rassicurante in quanto il nostro paese continua a destare molte preoccupazioni per quanto riguarda i dato economici e la crescita che stenta a partire. In particolare l’area dei servizi viene vista in leggero miglioramento, grazie ad un piano di contenimento dei costi, al maggior recupero di energia dagli impianti di smaltimento e trattamento dei rifiuti tramite un sistema di efficientamento.

Mentre, il settore dell’energia viene visto in leggero calo, sia per quanto riguarda i consumi sia per quanto riguarda i prezzi di vendita ed i costi supportati. In generale i risultati di A2A dipenderanno tantissimo dall’andamento dell’economia italiana nel prossimo futuro, soprattutto per quanto riguarda la ripresa e la crescita del paese. In particolare sarà necessario che la situazione delle imprese del Centro Nord riparta, soprattutto per quanto riguarda la produzione ed il manifatturiero.

Potrebbero essere favorevoli ulteriori ampliamenti del business in Europa, in modo da cercare di diversificare ulteriormente il proprio business, cercando riparo dalla situazione interna. L’aumento delle percentuali di fonti rinnovabili potrebbe essere un ulteriore volano per A2A, visti i prezzi di gas e petrolio e la pressione sociale intorno al problema dell’inquinamento.

Per quanto riguarda una possibile posizione su A2A, sembrerebbe meglio attendere, in attesa almeno dei dati del terzo trimestre del 2016 sia di A2A che dell’economia del paese. La volatilità comunque rimane ridotta, aumentando la difficoltà ad operare su questo titolo. Interessante potrebbe essere la decisione di offrire un dividendo ai propri azionisti, possibilità al momento al vaglio dell’assemblea.

Storia dell’energia italiana e di A2a

La storia dell’energia in Italia è quella dei grandi gruppi di oggi, che si dividono il mercato e che riescono a far fronte all’enorme mole di investimenti necessari in questo settore, sempre più tecnologico ed innovativo. La maggior parte di questi grandi gruppi, hanno una storia che risale all’inizio del secolo, quando l’Italia si affacciava con un po’ di ritardo sul mercato dell’energia, attraverso la ricerca, l’estrazione, la raffinazione, il trasporto e la commercializzazione delle nuove fonti di energia e dei prodotti lavorati.

Rispetto ad altri paesi del mondo, la storia dell’energia in Italia ha vissuto uno sviluppo tardivo, inizialmente composta da piccole società che operavano in maniera del tutto sperimentale, senza grandi fondi o finanziamenti. Eppure, grazie all’inventiva ed alla professionalità che ci hanno sempre contraddistinto, oltre che alla perseveranza di quegli imprenditori che guardavano sempre al futuro, anche in Italia seppur con qualche difficoltà in più le aziende che lavoravano nel settore energetico hanno fatto la storia degli ultimi 100 anni.

Nel paese da poco costituitosi come realtà nazionale, all’inizio del secolo vigeva ancora una netta differenza tra Nord e Sud, con il Settentrione affamato di energia per le sue industrie ed una popolazione che chiedeva di stare al passo con il resto del mondo. Proprio sulla scia di questi fattori, nel Nord Italia si sono sviluppate delle realtà locali, che con il tempo hanno saputo interpretare il mercato e crescere, fino a diventare oggi dei grandi gruppi internazionali con un altissimo livello tecnologico.