Eni

Le quotazioni dell’Eni, così come il grafico in tempo reale, sono tra le più consultate per quel che riguarda le azioni italiane. Si tratta di un titolo davvero molto interessante, così come è da seguire comn estrema attenzione il settore energetico di cui l’azienda è protagonista.

Qui di seguito puoi analizzare il grafico in tempo reale delle azioni Eni, mentre più avanti in questo articolo troverai considerazioni, un’analisi delle quotazioni attuali e tutta la storia dell’azienda così da comprenderne meglio le dinamiche e il business model.

Quotazione Eni in tempo reale

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La storia dell’energia in Italia passa per quella di due grandi società italiane, che hanno rappresentato l’evoluzione di un paese e che oggi sono diventati due grandi competitor mondiali, l’ENEL e l’ENI. La loro storia è quella di un settore, quello dell’energia, che ha significato un’era di grandi evoluzioni ed invenzioni, di tecnologia e di boom economici, ma anche di vicende legate alle guerre ed ai conflitti, ad avvenimenti misteriosi ed a lotte politiche e sociali.

Parlare del mercato dell’energia è parlare di storia del mondo, di un’era di enorme sviluppo vissuta sulle spalle del petrolio e della sua commercializzazione, passando per il carbone ed il gas, fino ad arrivare ai nostri giorni ed agli impianti di ultima generazione eolici, fotovoltaici, geotermici ed a biomasse.

L’evoluzione del settore energetico ha segnato il mondo intero, la sua economia e la sua struttura sociale, ed anche se con grande ritardo oggi si sta tentando di convertire una società basata sull’uso del petrolio e dei prodotti da esso derivati, in una società che usa coscientemente le energie rinnovabili, i materiali ecologici e tutte quelle tecniche che permettono di limitare gli sprechi e gli utilizzi errati di energia e di materiali, tentando di riciclare il più possibile.
La società che ha segnato la storia dell’Italia nel campo della produzione di energia, l’ENI, è da sempre stata una società all’avanguardia in questo campo, votata alla ricerca ed allo sviluppo di tecnologie sempre nuove e di nuovi modi di approvvigionarsi di energia, puntando sulle energie rinnovabili e sulle tecniche di efficientamento energetico migliori.

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Parlare di ENI è parlare della storia dell’Italia, dalle grandi guerre ai nostri giorni, passando per gli anni del boom economico e per i difficili anni delle crisi e delle contestazioni sociali e delle grandi trasformazioni. Parlare di ENI è parlare di un’eccellenza italiana riconosciuta in tutto il mondo, come il suo famoso marchio con il cane a sei zampe. Parlare di ENI è parlare delle intuizioni geniali di un personaggio storico del paese, Enrico Mattei.

STORIA DELL’ENI

L’ENI nasce ufficialmente nel 1953, ma la sua storia pone le radici nell’AGIP, la società attiva in Italia fin dal 1926 con l’intento di trovare e commercializzare il petrolio nel territorio italiano, che dopo aver attraversato un periodo molto difficile, riesce con la guida di Enrico Mattei a trovare alcuni giacimenti petroliferi.

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In seguito, grazie alla scoperta di metano e petrolio in giro per il territorio italiano, l’AGIP riesce a rilanciarsi, fino a divenire l’attuale ENI nel appunto 1953. Approfittando del boom economico e della straordinaria vendita di automobili nel paese, l’ENI costruisce una fitta rete di distribuzione di prodotti petroliferi lavorati, che segnano il successo dell’azienda e la sua identificazione con il miracolo economico dell’Italia.

Inoltre, ENI fin da subito punta tantissimo sulla formazione dei propri dipendenti e sul loro coinvolgimento nell’azienda, istituendo numerose scuole tecniche specializzate e creando centri appositi per lo svago dei propri dipendenti. L’intento è quello di creare una grande famiglia, unita dallo spirito nazionale e dall’enorme importanza del compito di rifornire l’Italia di energia, al quale l’ENI deve adempiere in quegli anni miracolosi.

Nel 1954 ENI può contare già su un organico di oltre 56.000 dipendenti, con un alto livello di esperienza e di professionalità, riconosciuto anche oltre confine. In questi anni infatti, l’ENI inizia a siglare accordi all’estero, trattando con i governi dei paesi ed introducendo una nuova formula, la società mista, che da molto potere anche al paese produttore invece che solo all’azienda che opera in quel paese, una novità incredibile per i tempi di allora.

Negli anni ’60 ENI opera a livello internazionale, soprattutto con la Russia, attraverso contratti di fornitura di petrolio a basso costo, con la Cina, della quale diventa ben presto un vero e proprio partner per quanto riguarda il settore degli idrocarburi, e soprattutto con i paesi del Nord Africa e del Medio Oriente come Egitto, Iran, Libia e Tunisia, con i quali sigla importantissimi accordi commerciali.

Nello stesso momento, Eni tenta si consolidare la propria posizione in Italia, attraverso forti investimenti nel settore degli idrocarburi, tentando di allargare il proprio settore al gas attraverso l’acquisizione di Italgas. Purtroppo, il grande sogno di Enrico Mattei di rendere l’Italia indipendente dal punto di vista energetico, e l’ENI una delle più grandi compagnie del mondo in questo settore, si arresta il 27 Ottobre del 1962, con la caduta dell’areo e la sua morte avvolta nel mistero e nelle trame complottistiche. Mattei si era sempre battuto per il rispetto dei paesi con i quali si intendevano effettuare accordi e scambi commerciali, coinvolgendoli direttamente nell’attività e creando i presupposti per una crescita congiunta.

Comunque, negli anni successivi l’ENI continuò a seguire il modello creato da Mattei, seppur differenziandosene un poco, soprattutto nei rapporti con l’allora Unione Sovietica, che non cessarono, ma che ne risultarono profondamente mutati. Tra gli anni ’60 e ’70, l’ENI riesce a far fronte alle crisi economiche e soprattutto petrolifere, attraverso gli accordi presi con gli Stati Nord africani, come l’Egitto, la Nigeria, la Tunisia e la Libia, ed attraverso la creazione di una fitta rete di condotte che collegano direttamente il continente africano con la penisola italiana.
Inoltre, i grandi sforzi che da sempre avevano caratterizzato l’ENI, di ricerca di giacimenti in Italia ed all’estero, portano alla scoperta nel 1976 di due nuovi giacimenti nel Mare del Nord, nel 1980 in Nigeria e nel 1988 in Italia, in Basilicata.

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Gli anni ’90 sono gli anni della trasformazione dell’ENI, nella ricerca di affermarsi tra le maggiori società del settore, da azienda pubblica ad azienda privata, diventando una società per azioni e quotandosi sul mercato sia alla Borsa di Milano che a quella di New York, nel New York Stock Exchange.

Con la conclusione del processo di privatizzazione di Eni nel 2000, quando ormai oltre il 70% delle azioni erano in mano a privati, ENI subisce una ristrutturazione interna, che le permette di concentrarsi sul mercato internazionale degli idrocarburi senza più vincoli. In questi anni infatti, per far fronte alle crisi, soprattutto quelle legate al prezzo del petrolio, le maggiori compagnie del tempo si fondono insieme, dando vita a poche ma enormi società, capaci di far fronte a tutte le evenienze e di operare a qualsiasi livello.

Queste nuove società possono ora far fronte agli enormi investimenti che sono diventati ormai necessari, per operare ad un livello sempre più difficile nel settore petrolifero, con giacimenti sempre più profondi e sfide sempre più tecnologicamente ed ingegneristicamente avanzate.

L’ENI, inizia a dedicarsi all’espansione del suo mercato all’estero, attraverso soprattutto la ricerca di nuovi giacimenti in giro per il mondo in collaborazione con i governi dei paesi. Questa attività porta l’ENI a scoprire un importantissimo giacimento di petrolio in Kazakistan nel 2000, un ottimo accordo commerciale con Gazprom per il trasporto del gas con l’Europa nel 2003, con l’acquisizione di uno dei giacimenti petroliferi più grandi del mondo in Iraq, e con accordi commerciali strategici con il Venezuela, la Libia, l’Angola ed il Congo.

In questi ultimi anni ENI ha continuato ad operare seguendo il modello di Enrico Mattei, votato sulla sostenibilità e sulla cooperazione con i paesi produttori, attraverso politiche mirate alla crescita di questi paesi, a progetti di coinvolgimento diretto e di aiuto economico ed infrastrutturale, che hanno reso l’ENI una delle società più attente a questi aspetti del mondo.

LE ATTIVITÀ DELL’ENI

L’ENI oggi è una delle più grandi compagnie del mondo nel settore del petrolio e del gas, operante in tutti i campi, dall’esplorazione, alla ricerca, allo sviluppo, dai giacimenti on-shore a quelli off-shore, dal trasporto alla raffinazione, alla produzione di energia elettrica.

Oggi l’ENI è attiva in oltre 40 paesi del mondo nell’oil&gas, ed è la prima compagnia al mondo nel campo delle esplorazioni petrolifere, che grazie alla costanza ed alla qualità degli investimenti del gruppo, hanno portato l’ENI ad aver scoperto 11,9 barili di petrolio negli ultimi 10 anni. Tra gli ultimi progetti più importanti ci sono la creazione della piattaforma galleggiante più grande del mondo nel mare di Barents, la scoperta di importantissimi giacimenti in Mozambico ed in Egitto, e progetti di salvaguardia dell’ecosistema sottomarino tramite la flotta ipertecnologica di robot subacquei del gruppo.

ENI gestisce direttamente oltre il 60% del gas venduto in Europa, attraverso una rete che si occupa del trasporto, dello stoccaggio e della commercializzazione al dettaglio di oli e gas. ENI si occupa anche di raffinazione, essendo leader in Italia ed uno dei principali competitor in Europa. Inoltre, ENI può contare su una rete di oltre 4.000 stazioni di servizio in Italia, ed oltre 1.200 all’estero, con importanti progetti riguardanti i biocarburanti, come la riconversione delle raffinerie di Porto Marghera, le centrali termoelettriche ed a turbogas. ENI continua ad essere una delle compagnie più all’avanguardia del mondo, con importanti progetti ad alto livello tecnologico, come le ricerche sui fanghi di raffineria o quelle sui rifiuti solidi urbani e l’estrazione di lubrificanti di qualità.

SOCIETÀ CONTROLLATE DALL’ENI

L’ENI è un grande gruppo mondiale, che oltre alle proprie forze può contare su un gran numero di società controllate, come Eni Adfin, che si occupa di servizi legati alla gestione dei pagamenti, Ecofuel S.p.a., che opera sul mercato internazionale della produzione e della commercializzazione di prodotti per le benzine, Eni Fuel Centrosud S.p.a., che si occupa della commercializzazione nel Centro e nel Sud Italia di carburanti, Eni Corporate University, che si occupa delle partnership con le Università e dell’intero processo di formazione del personale dell’ENI, Eni International Resources, che si occupa di reperire e consolidare figure professionali legate ai settori finanziari del gruppo.

Inoltre, ci sono EniServizi, che si occupa della gestione immobiliare del gruppo, LNG Shipping S.p.a., che si occupa del trasporto di gas liquefatto via mare, Serfactoring, che si occupa di gestione finanziaria per le imprese controllate e dell’indotto, Syndial, che si occupa di rifiuti e bonifica ambientale, Tecnomare, che fornisce servizi di ingegneria ad alto livello per la progettazione dei sistemi di produzione, trattamento e trasporto di oli e gas on-shore e off-shore e Versalis, società internazionale per la produzione e la commercializzazione di prodotti petrolchimici.

ENI, NUMERI QUOTAZIONE E STRATEGIE

I risultati raggiunti da ENI a Dicembre del 2015 parlano chiaro, con un cash flow operativo a quota 12,19 miliardi, che segna un meno 12% anche se il prezzo del petrolio sia sceso del 43% nello stesso periodo. Inoltre l’ENI fa registrare a Giugno di quest’anno, ricavi per 13.416 milioni in leggero aumento sul primo trimestre dell’anno, con un utile operativo che segna più 220 milioni, con in particolare il settore delle esplorazioni che vola segnando un più 355 milioni, come anche il settore della chimica che segna un più 156 milioni, mentre il settore Gas & Power segna un meno 229 milioni.

Il flusso di cassa segna 1.730 milioni mentre gli investimenti tecnici fanno registrare quota 2.424 milioni, entrambi in leggero calo rispetto al secondo trimestre del 2015. ENI paga sia la diminuzione del prezzo del petrolio al barile, che passa dai 56€ del secondo trimestre del 2015 ai 40,36€ del 2016, sia del prezzo del gas che passa dai 6,84$ ai 4,50$ di quest’anno.

In totale, il semestre ha visto un calo di 2.800 milioni a causa del prezzo delle commodity, 500 milioni dal fermo in Val d’Agri, mentre a fatto segnare un recupero di 1 miliardo dal contenimento dei costi e dal piano di efficienza dal settore Energy&Power. Il cash flow è a 3,1 miliardi, con 950 milioni provenienti dalla cessione del 12,503% di Saipem, mentre i cash out hanno riguardato gli investimenti per 4,88 miliardi, l’aumento del capitale sociale di Saipem per 1,07 miliardi ed il pagamento del dividendo 2015 agli azionisti per un costo di 1,44 miliardi.
L’indebitamento finanziario del gruppo è di 13,81 miliardi, in calo di 3,06 miliardi rispetto al semestre dello scorso anno. La produzione di barili equivalenti fa registrare una quota di 1.734, che fa segnare un più 0,5% rispetto allo stesso periodo del 2015.

IL TITOLO ENI IN BORSA

Oggi ENI è una società che opera in oltre 66 diversi paesi del mondo, con oltre 29.000 dipendenti, presente sia nel settore delle esplorazioni, dove è leader del settore anche grazie alle tecnologie sviluppate negli ultimi anni, nello sviluppo e nell’estrazione di oli e gas, nella produzione, nella vendita all’ingrosso ed al dettaglio di carburanti e lubrificanti, nello stoccaggio, nel trasporto e nel trading di oli, gas naturale e GNL ed energia elettrica.

L’azionariato della società è composto dalla Cassa Depositi e Prestiti S.p.a. che ne detiene il 25,76%, dal Ministero dell’Economia e delle Finanze con il 4,34%, mentre il restante 69% è sul mercato. Per quanto riguarda le azioni ordinarie, l’ultimo dividendo è stato staccato il 23 Maggio del 2016, a quota 0,40€ per azione.

ENI è quotata alla Borsa di Milano tra le Blue Chips, nel FTSE MIB e nel FTSE Italia All Share. Il titolo ENI ha fatto registrare un valore di 13,7, segnando un aumento dell’1,71% rispetto alla giornata di ieri, con un indice di volatilità di 19, supporto a 13,328 e resistenza a 13,528 che è stata superata, con la seconda resistenza a quota 13,876.

Le performance ad un mese segnano un più 0,15% come quella a sei mesi con un più 7,79%, mentre rispetto ad un anno fa il titolo ha perso il 4,93%. I dati storici rilevano come il titolo sia tornato sui livelli del 2011, risentendo molto del calo del prezzo del petrolio degli ultimi due anni.

Infatti, il titolo è ben lontano dai valori fatti registrare tra la fine del 2011 ed il 2014, anni in cui viaggiava tra i 15 ed i 19,8€ per azione. Le indicazioni sembrano evidenziare un possibile mini trend al rialzo nel breve periodo, mentre nel medio e lungo termine la situazione risulta ancora incerta.

ENI: ANALISI E PREVISIONI

ENI è una grande società che opera a livello mondiale, con un forte livello di professionalità acquisite e di sviluppo tecnologico, soprattutto nel settore delle esplorazioni on-shore ed off-shore. Questo settore ha permesso negli ultimi anni ad ENI di scoprire importanti giacimenti, che potrebbero consentire un futuro roseo a questa società.

Purtroppo, l’ENI come le altre compagnie che lavorano nel settore energetico, sta scontando una situazione economica e geopolitica caratterizzata da bassi prezzi del petrolio e dallo scontro tra i paesi dell’OPEC e gli Stati Uniti. In questi ultimi anni l’ENI ha ridotto notevolmente i costi, lavorando anche sull’efficienza di tutta la linea, dall’esplorazione, alla costruzione, alla produzione, al trasporto fino alla commercializzazione di oli e gas.

Il modello di business basato sulla collaborazione con gli Stati produttori, frutto dell’intuizione di Enrico Mattei, continuano a premiare questa società, che continua a mettere a segno importanti collaborazioni, oltre che agli straordinari risultati del settore esplorativo.

Oltre al valore delle azioni del gruppo, è bene ricordare che ENI permette anche di usufruire dei dividendi, sempre concessi da questa società molto attenta ai propri azionisti. Il futuro di ENI sembra essere molto positivo, con l’entrata in funzione dei nuovi giacimenti nel triennio 2016-2019 e dei nuovi accordi commerciali. Per investire in questo titolo, bisogna prestare grande attenzione al prezzo del petrolio, ai dati macroeconomici USA e cinesi, alla situazione geopolitica nel Nord Africa e nel Medio Oriente. I piani di efficientamento di tutta la linea e di riduzione dei costi operativi, uniti agli investimenti in ricerca, sviluppo ed innovazione tecnologica, sembrano preparare le basi per una ripresa del titolo nel momento di un rialzo dei prezzi del petrolio.

Attesa per la terza trimestrale del 27 Ottobre, che potrebbe confermare i risultati operativi del secondo trimestre, con l’avvio inoltre della produzione di importanti siti di produzione e del ripristino della produzione in Val d’Agri.
Se confermate le attese sui risultati attesi dei flussi di cassa operativi, ENI potrebbe riuscire a fare meglio del mercato, continuando a garantire il dividendo e con la possibilità di tornare su livelli prossimi ai 15-16€. Anche se sembra che ci siano tutti presupposti per un gran finale di anno per il titolo ENI, è necessario prestare la massima attenzione alla situazione geopolitica internazionale, oltre che ai dati macroeconomici.

Comunque, il fatto che negli ultimi mesi il titolo non abbia sfondato il supporto visto a quota 13,076 fa ben sperare, indicando che anche se ancora non è ripartito al rialzo, il titolo ENI tiene la posizione, indice di una solidità di base di questa grande realtà italiana.