Investire in Startup: Come, Dove e Migliori Piattaforme [Guida 2022]

Pubblicato: 10 Maggio 2022 di Francesco

Nel corso degli ultimi anni, sempre più trader hanno iniziato ad interessarsi ed a focalizzare l’attenzione sugli investimenti in startup. Investire in startup, contrariamente dal passato, risulta un’attività molto più accessibile grazie alla presenza di molte piattaforme online.

Le startup rappresentano società ancora sul nascere, con una forte valenza innovativa e che potrebbero (così come non potrebbero) mostrare sviluppi nel corso degli anni. È quindi conveniente investire in Startup? Quali sono i rischi? Quali piattaforme permettono di negoziare su società considerate “startup”?

Sono solo alcune delle domande che affronteremo nel corso dei paragrafi successivi. Per adesso, ecco una tabella preliminare di riepilogo su investire in startup.

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Per completezza, fra le tante metodologie, indicheremo anche la presenza dei migliori broker online, come ad esempio eToro, che aggiornano costantemente i propri database.

Una delle migliori funzionalità è il Copy Trading di eToro, che permette di affidarsi all’esperienza di chi investe già da diversi anni, copiando in tempo reale le loro operazioni per ottenere i loro medesimi rendimenti (in rapporto al capitale investito).

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Investire in Startup: Significato

Investire in startup significa puntare su società nate da pochissimo tempo e molte volte ancora alla ricerca di soluzioni per finanziare i propri progetti. Il settore con maggiore quota nella nicchia delle startup è ovviamente quello tecnologico.

investire in startup

Nel corso del 2021, decine di società tecnologiche hanno avuto modo di nascere, di mostrare i primi sviluppi e successivamente di proporre le proprie IPO (ossia offerte pubbliche iniziali) e quindi quotarsi in Borsa a tutti gli effetti.

Ricordiamo come una startup possa essere rappresentata da diverse forme societarie (piccole, medie, o grandi che siano). Non necessariamente una startup deve quindi essere quotata e sulla base di ciò i sistemi per poter investire sulla stessa cambiano.

Nel corso dei paragrafi successivi, andremo ad esporre proprio questa differenza, citando due metodologie differenti. Ricordiamo tuttavia come ogni startup sia legata ad un elevato grado di incertezza (così come tutti i progetti nuovi).

Ciò comporta che investire in startup sia considerato un investimento ad alto rischio. Ciò perché la stessa azienda potrebbe mostrare sviluppi e crescite in poco tempo (o nel lungo periodo), così come fallire, o essere eliminata dal mercato, dalla concorrenza, o da altri fattori.

Come investire in startup

Arrivati a questo punto, compreso cosa si intenda per investire in startup, è bene esporre alcune delle principali metodologie esistenti sul mercato, che permettono di puntare su questa specifica tipologia di società.

Nel corso del paragrafo precedente, abbiamo ricordato come la nascita di una startup non sempre coincida con una rapida quotazione in Borsa. È quindi possibile esporre la presenza di diversi sistemi, approfonditi a seguire nel dettaglio:

  • investire in startup non quotate con crowdfunding ;
  • investire in startup quotate con piattaforme di trading.

Crowdfunding startup

Parlare di crowdfunding su startup significa parlare di attività avviate dalla stessa società per poter raccogliere essenzialmente capitali di rischio. In questo caso, si tratta di una raccolta a tutti gli effetti, che avviene in modo collettivo da parte di più investitori.

Tutto ciò grazie alla presenza di piattaforme crowdfunding di ultima generazione, che permettono di mettere in collegamento le startup con gli utenti interessati ad investire. Si parte quindi con la presentazione del progetto da parte della società, che lo mostra con modello di business ed informazioni.

Gli investitori valutano attentamente il progetto, decidendo successivamente se entrare e quanto capitale allocare. Ogni campagna di crowdfunding ha un determinato target da raggiungere e solo al raggiungimento dello stesso il progetto ha inizio e la startup può considerarsi finanziata.

Ad oggi è possibile ricordare diverse tipologie di crowdfunding su startup. Le più note ed utilizzate sono:

  • Equity crowdfunding su startup, che permette agli investitori di diventare veri e propri titolari di una quota della società (qualora il tutto dovesse essere avviato);
  • Rewards crowdfunding su startup, che permette agli investitori di ottenere come ricompensa possibili premi, che molte volte sono rappresentati proprio dai prodotti che la società andrà a produrre con le proprie attività.

Una soluzione che, lo ricordiamo, esiste prettamente per le società ancora non quotate in Borsa e quindi sul nascere. Risulta in questo caso ancora più complesso analizzare la situazione, vista la scarsità di dati concreti dell’azienda in fase attiva sul mercato.

Trading su startup

Per le startup quotate, che quindi hanno proposto e completato la loro offerta pubblica iniziale (IPO), è invece disponibile l’attività di trading online. In questo caso, al di là degli investimenti diretti su azioni (utilizzando broker DMA), una seconda tipologia riguarda i broker CFD.

I contratti per differenza (per l’appunto CFD) sono strumenti derivati, in grado di replicare fedelmente l’andamento di un azione (che ne rappresenta l’asset sottostante). In questo modo, il trader che decide di negoziare non diventa mai possessore delle stesse azioni, agendo solo sugli andamenti.

In che modo? Le migliori piattaforme di trading online di CFD su startup permettono di aprire due posizioni differenti:

  • posizione di acquisto, ossia in ipotesi di un eventuale aumento dell’asset sottostante (in questo caso delle azioni);
  • posizione di vendita, ossia in ipotesi di un’eventuale diminuzione dell’asset sottostante (in questo caso delle azioni).

Un meccanismo che, come dedotto, non permette solamente di negoziare sul rialzo, bensì anche in ottica di flessioni negative (ossia di discesa) tramite la cosiddetta vendita allo scoperto. Differenze rispetto all’acquisto in modo fisico, si trovano anche sui costi.

Contrariamente dai costi fissi applicati da banche ed istituti finanziari, i migliori broker di CFD non richiedono alcun costo fisso, ricordando solamente piccolissimi spread sulle operazioni effettuate all’interno della piattaforma.

Dove investire in startup

Compreso come investire in startup, è bene soffermarsi nel dettaglio anche sul dove poter investire in startup. In questo caso, puntare sulla prima piattaforma di trading di passaggio, senza un’attenta valutazione, potrebbe portare il rischio di imbattersi in una truffa.

Quali sono quindi le considerazioni da tenere a mente? Seguono subito alcuni aspetti da poter valutare, anche in totale autonomia, prima di scegliere una piattaforma online per investire su startup:

  • regolamentazioni reali, ossia la presenza di autorizzazioni che permettono di constatare come il broker abbia agito nel pieno rispetto delle regole e direttive, ottenendo licenze ed approvazioni;
  • facilità nella gestione, poiché non avrebbe alcun senso optare su broker troppo complessi, soprattutto per un utente alle prime esperienze;
  • servizi integrativi, come ad esempio il conto demo, grafici in tempo reale e tutto ciò che può rappresentare un supporto per gli utenti registrati.

Sulla base di ciò, vediamo due dei migliori broker online professionali, ma soprattutto pienamente autorizzati (anche nel nostro territorio europeo).

eToro

Il primo broker professionale, da ormai più di 10 anni presente nel settore del trading online, è eToro (qui la pagina ufficiale). Mostra una piattaforma semplice da gestire e dinamica sotto tutti i punti di vista.

Una rapida registrazione ed un successivo accesso, permettono di visionare la sezione dei titoli azionari, contenente centinaia di asset finanziari. Fra questi, anche tantissimi titoli di startup da poco quotati sulle principali Borse mondiali.

Il broker eToro è infatti uno degli operatori più attenti alle novità e fra i più rapidi ad aggiornare il proprio database con titoli appena emessi. Puoi trovare asset quali Snowflake, Coinbase e così via. Per ogni asset, è garantito un comodo grafico in tempo reale.

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Oltre alla possibilità di poter negoziare in modo autonomo (sia in modo diretto sull’asset sottostante, per tantissimi titoli, sia tramite strumenti derivati, ossia contratti per differenza), il broker propone una sezione innovativa, chiamata Copy Trading.

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Vediamo alcuni step semplificati sul suo funzionamento:

  1. registrazione all’interno della pagina ufficiale;
  2. ricerca dei Popular Investor a propria discrezione;
  3. avvio della funzione di Copy Trading;
  4. ottenimento delle stesse transazioni a mercato in modo speculare.

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Trade.com

Un ulteriore broker professionale, ormai da anni un reale punto di riferimento nel settore e con migliaia di utenti registrati, è Trade.com (qui la pagina ufficiale). Propone una gestione altamente semplificata ed una piattaforma con opzioni basilari.

Lo stesso broker risulta specializzato in contratti per differenza, ossia strumenti derivati, su migliaia di asset di negoziazione. Ciò significa che, una volta individuato il titolo azionario della startup di proprio interesse, risulta possibile aprire sia posizioni al rialzo che al ribasso.

Trade.com non richiede costi fissi sulla gestione, ricordando solamente bassissimi spread sulle operazioni effettuate. Anche in questo caso, per ogni titolo azionario, viene proposto un pratico grafico in tempo reale, fondamentale per constatare le variazioni del valore in live.

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Completa il tutto la presenza di numerose funzionalità di ultima generazione, proposte a costo zero per tutti gli utenti registrati. A seguire alcuni punti:

  • possibilità di iniziare senza impegno tramite un account demo gratuito e senza obblighi di deposito iniziale;
  • assistenza professionale a tutte le ore;
  • sezione formativa, contenente tantissimi articoli sul mondo del trading online;
  • possibilità di gestire le attività anche tramite l’applicazione per smartphone (scaricabile gratuitamente sia per iOS che per Android).

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Investire in startup conviene?

Domanda che, indipendentemente dalla natura tecnologica della startup e dal suo eventuale progetto, non può mai prescindere dalla componente del rischio.

Rischio che può essere individuato sia nelle attività su startup non quotate (quindi sul crowdfunding) sia su attività di speculazione in Borsa. Nel primo caso, nessuno garantisce infatti in merito alla riuscita del progetto. Nel secondo caso, è invece opportuno tenere a mente come i possibili vantaggi siano contrapposti all’imprevedibilità degli andamenti di mercato, che non possono mai essere previsti in modo matematico.

Valutare attentamente il progetto, soffermandosi sulla solidità dello stesso, sui capitali che la stessa società ha a disposizione e sullo stato di salute del settore di appartenenza, risulta quindi una fase ancora più importante e da effettuare con attenzione.

Investire in startup: Pro & contro

Proponiamo a seguire, anche sulla base di quanto esposto in precedenza, una tabella che va a racchiudere i possibili pro ed i possibili contro dell’investire in startup (intese come società relativamente nuove).

🟢Pro investire in startup 🔴Contro investire in startup
Supportare la crescita del settore Presenza del rischio
Diversificare il proprio portafoglio Difficoltà nel valutare le società
Puntare su società innovative  
Società volenterose di crescere  
Diverse metodologie disponibili  

Investire in startup: migliori società quotate 2022

Tenendo bene a mente come nessuna startup possa garantire certezza sui propri investimenti, è possibile sottolineare alcune società di nuova emissione, che hanno avuto la capacità di farsi notare all’interno del mercato.

Società che, dopo attente analisi, hanno con cura proposto la propria iniziativa di quotazione, raccogliendo adesioni e successivamente presentando l’offerta pubblica iniziale. Segue subito un elenco completo ed aggiornato con 15 startup innovative ed ampiamente analizzate negli ultimi tempi:

  1. Coinbase;
  2. Wish;
  3. Lemonade;
  4. Snowflake;
  5. Palantir;
  6. Airbnb;
  7. Coursera;
  8. Robinhood;
  9. Roblox;
  10. UiPath;
  11. Deliveroo;
  12. Ant Financial;
  13. Instacart:
  14. Stirpe;
  15. Bumble.

Investire in Startup: è rischioso?

Sono in molti a chiedersi se è rischioso investire in Startup.

Investire in startup è un’attività molto rischiosa, ma può essere molto gratificante se e quando gli investimenti pagano. E’ tuttavia importante fare una premessa: la maggior parte delle nuove aziende hanno grandi probabilità di fallire, quindi il rischio di perdere l’intero investimento è una possibilità reale. Quelle che ce la fanno, tuttavia, possono produrre rendimenti molto alti.

Investire in startup non è per i deboli di cuore. Il denaro di fondatori, amici e familiari (FF&F) può essere facilmente perso. Investire in fondi di venture capital consente di diversificare alcuni dei rischi, ma costringe anche gli investitori ad affrontare la dura realtà che il 90% delle aziende finanziate non arriverà all’offerta pubblica iniziale (IPO).

Per quelle che si quotano, i ritorni possono essere in percentuali a tre zeri, rendendo i gli “early investors” davvero molto ricchi.

Investire in startup: Guadagni

L’obiettivo di un investitore che decide di investire in startup, è ovviamente quello di massimizzare il più possibile il capitale inserito ed ottenere così guadagni, ossia profitti.

Tutto ciò, deve in ogni caso tenere a mente quanto esposto in precedenza sulla presenza del rischio. Valutare una società sul nascere è molto difficile per tantissime ragioni, a partire dall’incertezza sulla sua riuscita, fino ad arrivare ai pochi dati reali sulla stessa.

Stimare possibili ROI, ossia ritorni sull’investimento, è quindi molto complesso. Tornando indietro di qualche tempo, è infatti possibile constatare sul mercato la presenza di startup che hanno avuto la capacità di mostrare crescite record in poche ore.

Alcune delle stesse, hanno mostrato continuità di crescita, altre ancora, hanno invece registrato flessioni in correzione rispetto ai picchi iniziali. Esperti ed analisti, considerano infatti i titoli azionari di startup altamente volatili ed imprevedibili, così come molti altri asset finanziari.

investire in startup

Conclusioni

L’approfondimento attuale ci ha dato la possibilità di conoscere nel dettaglio il concetto di investimenti su startup: una specifica tipologia di società che si mostra nuova e pronta a sviluppare il proprio modello di business.

In tutto ciò, abbiamo sin da subito distinto le startup quotate (ossia quelle lanciate sul mercato tramite IPO) dalle startup ancora non quotate (ricordando in questo caso la presenza del crowdfunding).

Per le prime citate, sono invece stati esposti alcuni dei migliori broker online (come ad esempio eToro), che permettono di negoziare su decine di titoli di nuova emissione, anche utilizzando strumenti derivati (ossia CFD) e potendo partire da pratici account demo.

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    FAQ

    Cos’è investire in startup?

    Investire in startup significa allocare risorse su società di nuova generazione, nate da poco tempo ed in cerca di capitali per potersi finanziare, oppure quotate da poco sui mercati di Borsa.

    Come si fa a investire in startup?

    Sulla base della tipologia di startup (se quotata in Borsa o non quotata), è possibile esporre diverse metodologie, che partono dal crowdfunding, fino ad arrivare al trading online tramite strumenti derivati.

    Quali sono i migliori siti per investire in startup?

    Ad oggi, tantissimi siti online permettono di investire in startup. Ricorda di fare affidamento solamente su piattaforme professionali, autorizzate e regolarmente (ossia con tutte le dovute licenze operative).

    Dove investire in startup?

    All’interno del nostro approfondimento, trovi una guida chiara e dettagliata contenente alcune delle migliori piattaforme regolamentate che permettono di investire in startup e di utilizzare sistemi di trading CFD su azioni di nuova emissione.

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