Imposta di Bollo Deposito Titoli: che cos’è e come non pagarla [2021]

L’imposta di bollo deposito titoli è una nuova tassa introdotta nel con il Decreto Salva Italia, che ha creato a tutti gli effetti una tassazione completamente nuova per gli strumenti finanziari, conti correnti bancari e conti deposito titoli, sotto forma di imposta di bollo. Questa tassa si è “evoluta” numerose volte negli anni. Con l’ultima revisione del 2014, sono state introdotte numerose novità.

In questa guida ci occuperemo di analizzare che cos’è e come funziona l’imposta di bollo deposito titoli, descrivendo come, quando e perché pagarla. Proporremo anche delle alternative per investire, evitando di pagare questa aliquota. Una delle più conosciute è eToro (oltre 10 milioni di utenti), una piattaforma di trading online autorizzata CONSOB, con la quale è possibile investire su azioni, forex e molti altri asset senza commissioni.

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    Ci occuperemo di analizzare questa piattaforma più nel dettaglio di seguito. Adesso andiamo subito al punto ed analizziamo l‘imposta di bollo deposito titoli.

    Imposta di Bollo Deposito Titoli
    Imposta di Bollo Deposito Titoli

    Deposito titoli: che cos’è

    Un deposito titoli è una soluzione di risparmio che consente all’investitore di ottenere un rendimento attraverso l’investimento in titoli. Il deposito titoli deve essere necessariamente associato ad un conto corrente, ed è una delle soluzioni imprescindibili per chi desidera utilizzare le banche per investire in azioni, derivati, obbligazioni e altri prodotti finanziari.

    Il deposito titoli è uno strumento d’investimento che non viene gestito dall’investitore, ma bensì dalla banca. L’istituto di credito si impegna quindi ricevere e dare esecuzione di ordini di acquisto, vendita, sottoscrizione e rimborso.

    Prima di iniziare a parlare della tassa applicata al deposito titoli, anticipiamo che esiste la possibilità di evitarne il pagamento, investendo comunque in azioni, materie prime, Forex, ETF ed in tutte le altre asset class. Grazie alle piattaforme di trading online CFD (Contratti per Differenza) non è previsto il pagamento dell’imposta di bollo sul deposito titoli ed è possibile investire con la medesima sicurezza su soluzioni regolamentate ed affidabili.

    Queste piattaforme consentono di investire sui medesimi mercati finanziari presenti sui broker bancari, ma con costi di trading estremamente inferiori. Infatti, sulle piattaforme di trading CFD, oltre a non essere previsto il pagamento dell’imposta di bollo deposito titoli, non si pagano neanche le commissioni sull’eseguito.

    Le piattaforme d’investimento CFD migliori ed affidabili sono le seguenti:

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    Successivamente ci occuperemo di analizzare queste piattaforme una per una. Clicca qui per passare subito alle migliori piattaforme.

    Come calcolare nel 2020 l’Imposta di Bollo Deposito Titoli

    Dal 2014 ad oggi, i prodotti finanziari sono soggetti ad un’imposta di tipo proporzionale dello 0,20% (in precedenza era dello 0,15%). L’imposta è per tutte quelle persone non soggette ad un obbligo di apertura di un conto di deposito e con un importo minimo pari a 34,20 euro oppure un massimo di 1200 euro (dal 2014 l’importo minimo di 34,20 euro è stato eliminato per tutti i titolari di un conto deposito oppure di un conto deposito titoli inferiore a 17.100 euro).

    Ricordiamo inoltre che l’imposta di bollo verrà applicata a tutti gli strumenti finanziari tranne che per i fondi pensione e quelli sanitari. Sono inoltre compresi anche i buoni fruttiferi postali con una soglia di rimborso pari a 5 mila euro.

    Vediamo dunque come calcolare l’imposta di bollo deposito titoli. Come abbiamo visto in precedenza, questa tassa è dello 0,20% e viene applicata in base a tutte le giacenze disponibili sul proprio deposito titoli.

    Esempio: se il tuo conto deposito titoli ammonta a 200 mila euro, l’imposta di bollo da pagare sarà di 400 euro. Oltre a questa aliquota, è necessario considerare che le imposte sulle plusvalenze (gli interessi maturati) sono pari al 26%. Questa percentuale andrà quindi applicata ad ogni guadagno ottenuto dal proprio investimento.

    Quando si paga l’imposta di bollo conto deposito titoli? [2020]

    L’imposta di bollo deposito titoli viene pagata ogni qualvolta viene generato l’estratto conto. La frequenza è variabile e dipende da soggetto a soggetto. Solitamente è annuale ma può risultare anche semestrale, trimestrale o mensile.

    Chi deve pagare l’Imposta di Bollo Deposito Titoli?

    Adesso passiamo ad uno degli argomenti più dibattuti. Il testo della modifica proposta al senato prevede che:

    “L’estratto conto o il rendiconto si considerano in ogni caso inviati almeno una volta nel corso dell’anno anche quando non sussiste un obbligo di invio o di redazione. Se gli estratti conto sono inviati periodicamente nel corso dell’anno, l’imposta di bollo dovuta è rapportata al periodo rendicontato. Se il cliente è persona fisica, l’imposta non è dovuta quando il valore medio di giacenza annuo risultante dagli estratti e dai libretti è complessivamente non superiore a euro 5.000”.

    Su cosa si deve pagare l’Imposta di Bollo Deposito Titoli?

    Imposta di Bollo Deposito Titoli
    Imposta di Bollo Deposito Titoli

    Vediamo dunque insieme su cosa è necessario pagare l’imposta di bollo deposito. L’imponibile della nuova imposta di bollo è sul totale dei prodotti finanziari detenuti presso il medesimo gestore.

    In pratica quindi, l’imposta viene pagata su:

    • Conti e certificati di deposito (sia liberi che vincolati presso poste e banche);
    • Sulle azioni ed obbligazioni;
    • Partecipazione al capitale sociale in aziende;
    • Quote dei fondi comuni di investimento mobiliare ed immobiliare;
    • Titoli di stato;
    • ETF;
    • Polizze assicurative (tranne quelle sanitarie)
    • Quote dei fondi pensione;

    Imposta di Bollo Deposito Titoli (in parole povere)

    Evoluzione Imposta di Bollo Deposito Titoli
    Evoluzione Imposta di Bollo Deposito Titoli (la tassazione sui guadagni è oggi al 26% e non al 12,50%)

    Se tutto il testo scritto in precedenza vi è sembrato troppo “complicato da capire”, ecco un riassunto di come funziona la tassazione.

    La tassazione, prima di tutto “colpisce” persone fisiche con conti al di sopra dei 5000 euro, ed ammonta a 34,20 “minimo” oppure 1200 euro come massimo.

    Dal 2014, l’imposta minima di 34,20 è stata eliminata per tutte le persone titolari di un conto deposito o di un conto deposito titoli più piccolo di 17100 euro.

    “L’estratto conto, compresa la comunicazione relativa agli strumenti ed ai prodotti finanziari, anche non soggetti all’obbligo di deposito, si considera in ogni caso inviato almeno una volta nel corso dell’anno nonché alla chiusura del rapporto, anche nel caso in cui non sussista un obbligo di invio. Se le comunicazioni sono inviate periodicamente nel corso dell’anno, l’imposta di bollo dovuta è rapportata al periodo rendicontato”

    “L’imposta è sostitutiva di quella dovuta per tutti gli atti e documenti firmati o emessi ovvero ricevuti dalle banche, nonché dagli uffici dell’Ente poste italiane relativi a operazioni e rapporti regolati mediante conto corrente, ovvero relativi al deposito di titoli, indicati nell’articolo 2, nota 2-bis, e negli articoli 9, comma 1, lettera a), 13, commi 1 e 2, e 14. L’estratto conto, compresa la comunicazione relativa agli strumenti ed ai prodotti finanziari, anche non soggetti all’obbligo di deposito, ai depositi di titoli, si considera in ogni caso inviata almeno una volta nel corso dell’anno. Non sono soggetti all’imposta gli estratti dei conti correnti postali che presentino un saldo negativo per tre mesi consecutivi a seguito dell’applicazione della predetta imposta e che siano chiusi d’ufficio. L’imposta è dovuta nella misura minima di euro 34,20 e limitatamente al 2012 snella misura massima di 1.200 euro. Sono comunque esenti i buoni postali fruttiferi di valore di rimborso complessivamente non superiore a euro 5.000.”

    Multe e Sanzioni Imposta di Bollo Deposito Titoli

    Ci sono delle sanzioni per chi non rispetta la normativa dell’Imposta di Bollo Deposito Titoli? Cerchiamo di capirlo insieme. Non esistono delle vere e proprie sanzioni, in quanto il comma 7 recita:

    “Per l’omesso versamento si applica una sanzione pari all’importo non versato”.

    Come evitare l’imposta di bollo sul deposito titoli?

    Adesso che abbiamo capito che cos’è l’imposta di bollo sul deposito titoli, vediamo come evitare di pagare questa tassa utilizzando piattaforme alternative che consentono di operare su azioni, indici e molto altro ancora.

    Come abbiamo visto in precedenza, esiste una tecnologia nata in Inghilterra negli anni 90 chiamata CFD. Consente di investire online (al rialzo oppure al ribasso) senza commissioni e spread bassi e fissi. Questo strumento consente di operare senza pagare l’imposta di bollo, così come di investire senza essere soggetti a commissioni di alcun tipo.

    Ciò è possibile perché le piattaforme migliori per fare trading online CFD hanno dei costi di gestione estremamente competitivi. Adesso, vediamo dunque quali sono le migliori piattaforme di trading in assoluto per non pagare l’imposta sul deposito titoli.

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    Se si vuole investire in sicurezza, creando un un portafoglio altamente diversificato, la soluzione ideale è quella di eToro. È necessario tenere sempre in grande in considerazione questa piattaforma se si ha intenzione di iniziare con l’esperienza di trading più semplice (grazie alle automazioni ed algoritmi che il team ha introdotto) e sicura (grazie alla regolamentazione europea CySEC).

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    La piattaforma di eToro è diversa dalle altre, in quanto con essa è possibile ottenere i medesimi guadagni degli utenti più esperti. Questo è possibile grazie alla tecnologia chiamata “Copy-Trading” brevettata da eToro. In pratica, consente di copiare gratuitamente le mosse dei migliori investitori registrati sulla piattaforma, chiamati “Popular Investors“.

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    Attraverso la soluzione di questi parametri sarà possibile individuare con grande facilità il trader che si addice di più alle proprie necessità.

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    Una volta che ci si sentirà pronti sarà sufficiente effettuare un deposito minimo (di soltanto 200 euro) ed utilizzare il conto di trading reale. Tutti i fondi che verranno investiti sul broker possono essere ritirati in qualsiasi istante e sono sempre dell’investitore.

    Nota bene: il sistema di copia automatica di eToro è veramente semplice da utilizzare, ma come in ogni investimento è prima di tutto necessario prendere le dovute precauzioni. Investire con eToro non significa fare assolutamente soldi facili. Per investire online è prima di tutto necessario seguire con attenzione delle regole. Se vuoi guadagnare concretamente minimizzando i rischi per esempio, consigliamo di evitare di investire singolarmente su di un trader.

    Per chi vuole utilizzare il sistema di copytrading fornito da eToro nel migliore dei modi, il broker consiglia di copiare (come minimo) 4-5 investitori utilizzando strategie diverse tra di loro. Soltanto in questo modo, nel caso in cui un trader non dovesse rispettare le aspettative di rendimento, potrà essere sostituito con altri investitori promettenti senza influenzare l’andamento complessivo del portafoglio.

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    Imposta di Bollo: considerazioni finali

    Come abbiamo avuto modo di vedere, la differenza principale tra le piattaforme bancarie e le soluzioni d’investimento CFD, sono i costi di trading. Con le piattaforme di trading CFD è possibile investire su tutti i mercati finanziari senza essere soggetti al pagamento dell’imposta di bollo deposito titoli e commissioni.

    Ricordiamo infine che per quanto riguarda le plusvalenze ottenute con il trading su piattaforme CFD, è necessario dichiararle (come per tutti gli investimenti online e non) e pagare le tasse in base alle legge. Le piattaforme CFD come OBRinvest, eToro ed IQ Option sono attualmente la migliore soluzione per operare in sicurezza, abbattendo enormemente i costi di trading ed operando con piattaforme sicure, semplici ed affidabili.

    Imposta di Bollo D.T

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    Domande frequenti

    I CFD sono adatti ai principianti?

    Sì, a patto di impegnarsi e di studiare. Il trading online non è un gioco.

    Trading senza commissioni, possibilità di andare lungo o corto, facilità d’uso.

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    Come non pagare l’imposta di bollo deposito titoli?

    È sufficiente utilizzare i CFD (Contratti per Differenza). In questo caso sarà sufficiente pagare soltanto le imposte sui profitti realizzati con il trading online (aliquota pari al 26%).

    Imposta di bollo deposito titoli: che cos’è?

    Che cos’è l’imposta di bollo deposito titoli? Si tratta di imposta da pagare se si ha un conto titoli che è stato aperto presso una banca. Questa può essere considerata come una patrimoniale mascherata.

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