Warren Buffett, il più grande investitore di sempre

Al terzo posto della classifica degli uomini più ricchi del mondo, subito dietro Bill Gates e “mister Zara” Amancio Ortega, c’è un ottantaseienne statunitense, tale Warren Buffett: forse a molti questo nome non dirà nulla, ma stiamo parlando di quello che viene riconosciuto come il più grande investitore di sempre. Proviamo a scoprire qualcosa di più su questo personaggio e sui suoi segreti più interessanti.

Chi è Warren Buffett, l’oracolo di Omaha

L’oracolo di Omaha. Basta un semplice soprannome per far capire come viene visto Warren Buffett dal mondo della finanza; Buffet è nato proprio a Omaha nel Nebraska il 30 agosto del 1930 e già da piccolo ha mostrato una grande abilità negli investimenti azionari: la leggenda narra che le prime operazioni le fece con i suoi risprmi da undicenne e che a soli 14 anni riuscì a comprare un terreno da affittare ai pastori. Dopo la laurea alla Columbia Business School il suo insegnate e mentore Benjamin Graham (non uno qualunque: si tratta dell’autore del libro The intelligent investor nonché il primo economista ad aver sviluppato la teoria del value investing) gli offrì un posto alla Graham-Newman Corp. Buffet in seguito rifiutò la proposta di diventare socio dell’impresa, preferendo tornare nel suo Nebraska, convinto di poter vivere di rendita grazie alle sue grandi capacità di investitore.

Parenti e amici gli chiesero di gestire ii loro risparmi e così nacque la Buffet Partnership, un fondo d’investimento basato sulle strategie del value investing, che consiste nella ricerca di titoli sottovalutati da acquistare e detenere per tempi lunghissimi. Questa strategia consentì a Warren Buffett di impossessarsi di quote di partecipazione importanti in società del calibro di Walt Disney, Coca Cola, McDonald’s e Gillette. In seguito fece debuttare in Borsa la sua Buffet Partnership tramite fusione con la già quotata Berkshire Hathaway, società tessile, che pur rimanendo nel suo ambito di fatto si trasformò in una holding per altri investimenti. Grazie al crollo azionario del 74/75 la Berkshire riuscì ad acquistare altre società importanti a prezzi stracciati e con il passare del tempo è diventato un vero e proprio colosso con quote di partecipazioni in tantissime imprese e un patrimonio immenso.

La strategia del più grande investitore di sempre

Sulla carta l’approccio scelto da Warren Buffett per i suoi investimenti sembra semplice, ma non è proprio così (altrimenti tutti sarebbero straricchi come lui, no?). La sua strategia è quella di acquistare titoli di società sottovalutate, ma che comunque sono promettenti perché presentano dei requisiti di solidità e competitività, in modo da guadagnare tanti soldi quando il mercato tornerà a riconoscere il reale valore di quelle società. La prima fase quindi consiste nell’individuazione delle aziende su cui puntare: Buffett si è dimostrato abilissimo nel saper leggere i bilanci delle società e nello scegliere solo quelle le cui azioni hanno più possibilità di crescere nel tempo. La sua capacità di capire con anticipo come si possono evolvere le cose è stata confermata anche nel 2012, quando scrisse un articolo consigliando di disfarsi dell’oro: un mese dopo ci fu un crollo delle quotazioni del biondo metallo, considerato da tutti come il bene rifugio per eccellenza.

Per Buffett tra i listini delle Borse ci sono tantissime società mediocri che non valgono quanto vengono quotate e quindi non possono essere attraenti per investimenti a lungo termine, ma ci sono anche poche, pochissime imprese “meravigliose”, il cui titolo, in determinate condizioni, viene praticamente regalato e su cui bisogna puntare con fiducia a prescindere dalle brutte previsioni che riguardano il mercato azionario. Il grande investitore ha mostrato di preferire le azioni di imprese impegnate in business semplici e comprensibili: aziende del settore energetico, assicurativo, alimentare, dell’editoria e delle costruzioni, ma anche in aziende municipalizzate; non rientrano nella lista dei titoli preferiti dall’oracolo di Omaha quelli delle aziende Hi-tech o quelle di ultima moda. A questa sua grande capacità di analisi Warren Buffett ha aggiunto la capacità di non farsi coinvolgere dal panico: la maggior parte dei trader che acquista azioni dimentica che sta comprando delle quote di proprietà di un’azienda e non pensa (come invece dovrebbe) da proprietario, ovvero da qualcuno che ha deciso di sposare quell’azienda per lunghi anni.

Perché non tutti possono seguire l’approccio di Buffett: la differenza tra trader e investitore

Ma quali sono le ragioni per cui gli altri investitori non riescono a replicare le imprese di Warren Buffett? Si potrebbero individuare almeno tre grandi motivi. Innanzi tutto: chi è in grado di passare una vita intera a studiare i bilanci delle varie società in maniera molto approfondita? Buffett lo ha fatto, ma questo ha richiesto grandi sacrifici e rinunce. Poi bisogna aggiungere che la strategia di Buffet in pratica non prevede il disinvestimento: per i risparmiatori privati l’obiettivo è quello di ottenere un profitto in termini di tempo abbastanza ragionevoli e praticamente nessuno è disposto a non toccare i propri impieghi per i tantissimi anni necessari alla rivalutazione. Infine la strategia adottata da Buffett prevede che una volta individuate le cosiddette imprese meravigliose si debba attendere il momento giusto per acquistare le loro azioni: questo significa dover aspettare periodi molto lunghi (parliamo anche di decine di anni) fino al momento di crisi che permette di acquistare quei determinati titoli a prezzi bassi. Sicuramente le scelte adottate da Buffett si sono dimostrate redditizie (i numeri non mentono), ma oggettivamente parliamo di una strategia che i trader difficilmente possono seguire.