Stop loss e take profit: cosa sono e come funzionano

Quante volte leggendo un articolo o una guida relativa al trading online e al mondo degli investimenti in generale ci si imbatte nei termini Stop Loss e Take Profit? Molto spesso, ma non tutti quelli che sono alle prime armi in questo ambito sanno cosa sono e come funzionano. Potremmo iniziare dicendo che si tratta di due strumenti fondamentali per la massimizzazione dei guadagni e la mitigazione del rischio.

Le definizioni di Stop Loss e Take Profit

Iniziamo con le definizioni: lo stop loss è il livello che, se viene superato dai prezzi, determina la chiusura dell’operazione prima che il target fissato venga raggiunto, dando luogo ad una perdita, ma scongiurando il rischio per l’investitore di andare incontro a perdite più importanti (in pratica esprime la perdita massima che si è disposti a sopportare). Il take profit è invece il livello che, se raggiunto dai prezzi, determina la chiusura della posizione in guadagno: il discorso è un po’ più complesso, infatti si fissa un prezzo obiettivo per il titolo; se questo raggiunge la resistenza e rimbalza, dando origine ad un trend decrescente, scatta la presa di profitto, ovvero si chiude la posizione portando a casa il guadagno prima che perda troppo a causa dell’inversione del trend. Il take profit risulta essere maggiormente utile nei periodi in cui la Borsa è particolarmente nervosa, con scatti improvvisi e violenti.

Come funziona lo Stop Loss

Imparare ad utilizzare questi strumenti è di assoluta importanza; prendiamo ad esempio un trader senza troppa esperienza: molto spesso soggetti come questo si fanno guidare più dall’emotività che dalla ragione. Nel caso in cui l’attività acquistata perde valore, molti non fissano dei limiti e aspettano nella speranza che risalga; spesso però l’attesa è vana, il titolo continua a scendere e alla fine il trader decide di chiudere, andando però incontro ad una perdita importante (senza considerare che potrebbe verificarsi la beffa della risalita dell’investimento subito dopo la vendita). Lo stop loss evita scenari di questo tipo e la sua definizione determina il rischio dell’operazione; applicare una strategia di controllo delle perdite è molto importante, ma la scelta del posizionamento degli stop loss non è una cosa molta semplice: chi è alle prime armi magari avrà la tentazione di spostarlo o, peggio ancora, di toglierlo, ma questa condotta può essere molto pericolosa. Qualche esperto del settore dice che prima di imparare a guadagnare di più è necessario imparare a perdere il meno possibile.

Cos’è il Take Profit

Se abbiamo definito lo stop loss come il livello che indica la perdita massima che il trader è disposto a sopportare, il take profit può essere indicato come il livello di profitto che l’investitore ritiene sufficientemente soddisfacente. Il trader nella fase iniziale dell’investimento fissa il proprio target e accetta di uscire dalla posizione solo dopo aver ottenuto una percentuale di profitto che ritiene adeguata. Fissare un limite superiore porta due principali vantaggi. Innanzi tutto consente di portare a casa il risultato con un guadagno ritenuto soddisfacente, poi permette di chiudere l’operazione senza raggiungere livelli di stress eccessivi. Dal punto di vista psicologico il take profit può risultare meno semplice da capire: in linea generale i trader infatti sono favorevoli ad utilizzare uno strumento che li aiuti nel limitare le perdite, ma non tutti sono disposti a mettere un freno ai profitti.

Esempio e impostazione degli ordini

Quando un trader fissa uno stop loss e un take profit stabilisce la sua strategia di massima perdita e di massimo guadagno e quando il prezzo raggiunge uno dei due livelli limite stabiliti, il broker procederà con la vendita del titolo: in questo modo l’investitore evita anche di dover stare sempre davanti al monitor per seguire l’andamento delle quotazioni. Forse con un esempio è più facile far capire cosa sono e come funzionano lo stop loss e il take profit. Prendiamo un ipotetico titolo che attualmente ha un prezzo pari a 100: dopo aver fatto le sue analisi e considerazioni, il trader è convinto che nei prossimi giorni la quotazione sia destinata a salire, quindi pensa che l’acquisto in questo momento possa essere conveniente. Se la previsione però si rivela sbagliata si rischia di perdere parecchio: fissando uno stop loss a 95 il broker venderà il titolo non appena il prezzo toccherà quel livello e in questo modo il trader avrà perso solo il 5% anche se il prezzo del titolo continua a scendere. Fissando un take profit a 110 l’investitore in pratica comunica al broker di accontentarsi di un guadagno pari a 10 e non appena il prezzo raggiunge quel livello, il titolo sarà venduto; in questo modo il trader rinuncia ad un ulteriore profitto (che potrebbe verificarsi), ma intanto si assicura un guadagno e si mette al riparo da un’eventuale inversione del trend che potrebbe trascinare la quotazione al di sotto del take profit stabilito.

Per individuare i giusti livelli a cui fissare gli ordini di stop loss e di take profit servirà tanto studio e un po’ di pratica (ma i conti demo servono anche per questo, giusto?); una volta scelti questi prezzi limite, inserirli al momento di aprire una posizione è un gioco da ragazzi: le modalità possono leggermente differire tra le piattaforme dei vari broker, ma in linea generale non si deve fare altro che selezionare l’opzione e inserire l’importo desiderato prima di confermare il tutto.