Monte dei Paschi di Siena: un disastro annunciato

In queste ore tv e giornali continuano a parlare con toni allarmistici del crollo in borsa di Monte dei Paschi di Siena, che davvero fatichiamo a comprendere. Si tratta, infatti, di un disastro annunciato da tempo ma, come spesso accade, si fa finta di non sapere per poi scoprire solo quando è troppo tardi quanto sia dura la realtà.

Prima di continuare vogliamo essere chiari: Mps è una banca fallita che non ha più nulla, se non tantissimi crediti incagliati e una marea di debiti. In borsa, la banca, ha perso oltre il 45% in un solo mese. Oltre il 65% del suo valore da 6 mesi a questa parte. 

L’unica speranza di salvare quel poco che resta è la creazione di una bad bank e relativa fusione della parte sana. Soluzione difficile che, con molta probabilità, non si potrà fare. I correntisti rischiano grosso, gli investitori che hanno in portafoglio obbligazioni della banca rischiano ancora di più.

Chi fa trading spera solo che il divieto di vendere allo scoperto del titolo venga tolto quanto prima. Insomma la situazione è compromessa, anni di clientarismo e cattiva gestione hanno distrutto la più antica banca del mondo.

Ma al di la delle considerazioni personali, è fondamentale che chi faccia trading sui mercati finanziari riesca a prendere coscienza di quello che sta accadendo. Il titolo del Monte dei Paschi di Siena fa storia a se e non è rappresentativo di nulla. Il contesto internazionale che stiamo attraversando è davvero molto complesso. Fare trading in questo periodo può voler dire solo 2 cose: guadagnare tanto o perdere tanto.

Sicuramente ci troviamo in una fase di ipervenduto ma, senza un valido motivo per risalire la china, ci troveremo davanti solo a dei piccoli rimbalzi tecnici che non faranno altro che dare nuova spinta alla discesa. Le probabilità che ci troviamo davanti all’inizio di una nuova, lunga fase ribassista sono, ora, superiori al 70%.

Mai, nella storia della borsa, lo SP500 era partito tanto male. Che questo sia presagio di un nuovo anno di passione? Come abbiamo già avuto modo di dire, qualora ci trovassimo di fronte ad un nuovo 2008 sarebbero guai seri. Oggi le banche centrali hanno meno margini di manovra, la Cina cresce pochissimo rispetto agli standard degli ultimi 20 anni e la crisi del petrolio ha messo in ginocchio tantissimi paesi. Per non parlare delle quotazioni dell’euro, che è tornato a crescere scombinando tutti i piani della Bce.

Ma torniamo a parlare di banche italiane. La situazione del Monte dei Paschi di Siena è drammatica. Chi ha i soldi su un conto MPS farebbe bene a non dormire sonni tranquilli. Non che le altre banche siano meglio… Un consiglio, nn perdete mai di vista Deutsche Bank.