Trading Cotone

Trading Online Cotone: come investire, quotazione e previsioni prezzo

Il cotone è un materiale vegetale, derivato dall’omonimia pianta, che rappresenta il 40% delle materie prime utilizzate nell’industria tessile. Esso, dunque, è un’importante opportunità di trading online e di investimento in generale, nonostante negli ultimi decenni il settore abbia conosciuto una forte concorrenza con i nuovi materiale sintetici. Ogni anno, infatti, vengono prodotte oltre 30 milioni di tonnellate di cotone destinate alle industrie di tutto il mondo.

Nell’articolo che segue sarà illustrato come fare trading online sul cotone e quali sono i possibili rischi a cui si va incontro nella contrattazione dei CFD su questa importante materia prima. Vedremo, inoltre, le caratteristiche generali del cotone e come esso sia stato utilizzato nella storia sino ai giorni nostri.

Quotazione cotone e grafico in tempo reale

Trading online sul cotone: quali broker scegliere

L’investimento nel cotone è uno dei più interessanti che si possano fare al momento nel trading online. Il cotone viene scambiato grazie a futures e opzioni. I futures del cotone hanno scadenze particolari previste nei mesi di gennaio, marzo, maggio, luglio, settembre, ottobre, novembre e dicembre.

Per chi non fosse ancora avvezzo alla materia, in economia i futures sono dei contratti standardizzati, relativi a prodotti, con i quali ci si impegna ad acquistare o vendere una determinata quantità di merce ad una data futura. Essi vengono scambiati su mercati regolamentati dando origine a dei prezzi pubblici e ufficiali.

Tramite il trading online è possibile acquistare o vendere una determinata quantità di futures e ottenere guadagni o perdite tramite questa attività. I broker online come Plus500 e xTrade, infatti, si occupano della negoziazione di CFD (ovvero di contratti che permettono di scambiare facilmente azioni, indici, commodities, valute e Titoli di Stato senza dover pagare imposte di bollo o altre spese accessorie).

Per poter cominciare a fare trading online sul cotone è sufficiente scegliere il proprio broker online, iscriversi alla piattaforma in modo tale da poter aprire un conto e cominciare con esso a fare operazioni. Contrattare è semplice, basta fare delle previsioni di mercato sul bene che si vuole trattare e muoversi di conseguenza.

Plus500 è in effetti il miglior broker online per fare trading di cotone. E’ assolutamente sicuro, affidabile e onesto. Plus500 è un broker gratuito, senza commissioni nè spese fisse di alcun tipo. E’ molto facile da usare: basta andare sulla pagina dedicata al trading del cotone (clicca qui) per capire quanto Plus500 sia facile ed immediato.

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Anche XTrade è un’ottima soluzione per fare trading online di cotone. E’ molto semplice da usare, è completamente gratuito e senza commissioni e offre anche dell’eccellente materiale didattico per coloro che si avvicinano per la prima volta al trading online.

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Se si pensa che nelle ore successive quel bene incrementerà il valore del suo mercato è bene procedere all’acquisto, di contro si potrà ignorare l’investimento o procedere alla vendita dei CFD.

Nel nostro caso specifico, questo inizio 2017 rappresenta un’ottima opportunità di investimento nel cotone. Il valore di mercato di questa materia prima è in costante crescita ma mantiene il suo prezzo ancora piuttosto basso. La previsione è quella di un guadagno nel breve tempo.

Per poter stabilire, tuttavia, una corretta previsione di mercato è bene stabilire i fattori di rischio che potrebbero coinvolgere il mercato della materia prima trattata. Per questo nel paragrafo successivo si affronterà nel particolare quali sono i rischi del cotone e come affrontarli.

Cotone: cenni storici per investire e fare trading

Prima di affrontare la tematica vera e propria di come fare trading con il cotone, vediamo brevemente cos’è e come esso è cambiato, da un punto di vista dei mercati, nel corso degli anni.

Il cotone è una pianta arbustiva probabilmente nata nella regione del subcontinente indiano e in quelle subtropicali dell’America e dell’Africa. La pianta, infatti, predilige climi dove sono presenti una stagione caldo-secca e una umida. Essa è una pianta annuale con cicli di vita di sei mesi.

Della pianta del cotone viene utilizzata principalmente la lanugine intorno ai semi che serve alla produzione di fibre tessili. Sono utilizzati, inoltre, anche i semi per la produzione di un particolare olio e foglie e steli per la concimazione organica.

Il primo Paese produttore al mondo è la Cina, seguita dagli Stati Uniti. Sempre la Cina è anche il primo Paese per importazione di cotone, da sola rappresenta il 20% dell’importazione globale. Segue Bangladesh con l’8,8% e il Vietnam con il 7,4%.

I Paesi europei che importano più cotone, invece, sono in ordine l’Italia e la Germania, unici due paesi nella classifica dei quindici maggiori importatori.

Il cotone, come si è già detto, è una delle materie prime più utilizzate nell’industria tessile. Essa rappresenta il 40% dell’intero settore, ma ha visto una caduta a picco nel corso del Novecento. Nel 1950, infatti, copriva il fabbisogno dell’industria tessile con una percentuale del 71%.

Questo crollo è da ricercarsi soprattutto nell’utilizzo sempre più ampio di materiali sintetici e di altre fibre vegetali che hanno fatto concorrenza al cotone decretandone la forte diminuzione della quota di mercato in un lasso di tempo relativamente breve.

Nonostante ciò, investire in questa materia prima rappresenta comunque una buona scelta visto le prospettive di guadagno sia nel breve che nel medio e lungo termine. Investire in cotone rappresenta anche un’ottima opportunità per poter differenziare il proprio portafogli titoli, con una materia prima che rappresenta ancora oggi – nonostante il calo – la prima scelta per l’intero settore industriale tessile.

Variazioni prezzo e previsione andamento Cotone

Come si è già ripetuto nel corso di questo articolo il prezzo del cotone è influenzato da molti fattori, uno dei quali è la varietà di specie che è possibile trovare oggi sul mercato. Importazioni, esportazioni, condizioni ambientali e politiche, qualità delle fibre e altro possono determinare un abbassamento o un innalzamento del suo valore di mercato.

Innanzitutto c’è da dire che le tante varietà di cotone presenti sul mercato (cotone Denim, Bird’s Eye, Flanella, Batik, Madras e il costosissimo cotone egiziano) non permettono di avere un riferimento internazionale unico sul prezzo e molto spesso il prezzo degli stock consegnati vengono stabiliti mesi dopo l’arrivo nei magazzini dell’azienda.

Un’altra grande influenza sul prezzo del cotone è data da questo filo diretto con il prezzo del petrolio. Il greggio, infatti, è la materia prima per la fabbricazione delle fibre sintetiche e più il suo prezzo è alto più saranno alti i costi delle fibre sintetiche stesse. Più sono alte quest’ultime e più saranno alti anche i costi del cotone, viste le regole di mercato.

Un altro fattore da tenere sotto controllo prima di cominciare a fare trading sul cotone sono le leggi agricole americane. Negli Stati Uniti d’America, infatti, sono in vigore diverse agevolazioni per gli agricoltori che determinano un prezzo del cotone americano più alto rispetto ai valori di mercato internazionale.

Altri fattori di influenza sono anche: il differenziale tra import ed export (come si accennava poc’anzi la Cina è il primo produttore mondiale ma anche il Paese del mondo dove si importa più cotone), la qualità delle fibre raccolte e in generale della richiesta nel mondo tessile di questa importante materia prima.

Infine, essendo il cotone un derivato vegetale importanza assumono anche le condizioni climatiche dei paesi che lo producono. Eccezionali catastrofi naturali oppure temperature medie più alte o più basse del solito possono determinare una crescita o una diminuzione del valore di mercato del cotone.

Prima di investire nel cotone, assicuratevi di tenere tutti questi fattori di rischio sotto controllo al fine di fare una corretta valutazione e investire con più sicurezza in questa importante materia prima del settore tessile. Assicuratevi di valutare anche come si muoverà l’intera industria tessile.