Trading caffè

Trading Online Caffè: come investire, quotazione e previsioni prezzo

Sul mercato globale dopo il petrolio e il metallo, il caffè è la terza materia prima più scambiata. Fare trading online di caffè rappresenta una buona scelta per diversificare il proprio portafogli titoli e investire in un settore che negli ultimi anni ha visto una crescita costante. Tuttavia, questo bene primario rappresenta un marcato molto volatile e soggetto a brusche oscillazioni dovute alle speculazioni dei grandi investitori o alle condizioni climatiche di una determinata annata.

Prima di scegliere il caffè come settore di trading è meglio conoscere bene la materia in oggetto e andare a verificare cosa possa compromettere o favorire l’investimento. Nell’articolo che segue approfondiremo proprio tutti gli aspetti riguardanti il mercato del caffè al fine di poter dare tutti gli strumenti per un investimento consapevole.

Quotazione caffè e grafico in tempo reale

Caffè, quello che devi sapere per investire

Innanzitutto c’è da dire che il caffè non è semplicemente una bevanda oppure una pianta qualsiasi, il caffè ha assunto negli anni una valenza culturale e sociale che poche altre bevande al mondo possono vantare. Il caffè, o meglio i semi della sua pianta, viene utilizzato quasi esclusivamente per produrre l’omonima bevanda ma nonostante questo essa è la terza materia prima più scambiata al mondo dopo petrolio e metallo.

Il caffè deriva dalla tostatura e macinazione dei semi di alcuni alberi tropicali appartenenti alla famiglia delle Coffea. Al mondo esistono più di cento specie diverse, che cambiano per sapore del gusto e quantità di caffeina contenuta, ma quelle che comunemente si trovano sul mercato sono solamente due: l’Arabica e la Robusta.

La specie Arabica è una pianta che vede le sue origini nell’Etiopia del 1400. Questa specie è quella più costosa poiché a fronte di un minore contenuto di caffeina essa cresce solo in coltivazione ad alta quota, intorno ai mille-duemila metri d’altitudine, rendendola più rara e costosa. Questa specie oggi rappresenta circa il 70% del mercato del globale del caffè.

La specie Robusta, invece, è una varietà capace di adattarsi facilmente a qualsiasi habitat e per questo più economica della precedente. La sua coltivazione ha origine intorno agli inizi dell’Ottocento nel territorio compreso tra Uganda e Guinea. La Robusta rappresenta il restante 30% di commercio del caffè.

Poco sopra si diceva che il caffè ha un’importanza non soltanto dal punto di vista alimentare ma anche culturale. Infatti la bevanda legata ai suoi semi giunse in Europa intorno al 1600 e subito divenne un prodotto di successo che fece nascere i cosiddetti caffè, ovvero luoghi dove le persone si riunivano per poter consumare tale bevanda.

All’interno di questi caffè spesso si riunivano politici, letterati e artisti di vario genere che trasformavano questi luoghi di incontri in vere e proprie fucine culturali.

Trading online con il caffè con i broker Plus500 e Markets

Il commercio del caffè è legato al consumo dell’omonima bevanda, sebbene ci siano anche altri utilizzi, come nel settore energetico, essi rappresentano ancora delle quote irrisorie. Le due varietà vengono scambiate sul mercato avendo come parametro di misura il sacco, che corrisponde a 60 kg di semi di caffè.

Piattaforme di trading online come Plus 500 (clicca qui) e Markets (clicca qui) permettono di scambiare CDF sui futures sullo scambio del caffè. I CDF (contratti per differenza) sono dei contratti con i quali è più semplice scambiare i futures (ovvero contratti standardizzati scambiati in borsa) grazie al fatto che con questi strumenti sono azzerati i costi per la compravendita del titolo e per la sua detenzione.

Sulle piattaforme di Plus 500 e Markets è possibile acquistare o vendere questi CDF in base alle proprie previsioni di come il prezzo del caffè si muoverà. Se si prevede un crollo del valore del caffè allora sarà opportuno operare al ribasso. Il bello è proprio quello che si può guadagnare sia quando il prezzo del caffè sale sia quando scende.

Se, invece, si prevederà un incremento del valore allora si potrà procedere all’acquisto. I CDF sono legati ai futures con scadenza più prossima (essi hanno scadenze bimestrali).

Le piattaforme di trading Markets e Plus500 sono facili e intuitive, è possibile ottenere ottimi risultati anche senza una preparazione di base sul trading o sulla finanza. Per verificare questa semplicità, basta cliccare qui e verificare la pagina con quotazioni e prezzi del caffè offerta dal broker Plus500.

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>> Puoi aprire il tuo conto gratis con Markets.com cliccando qui.

In pratica, per fare trading sul caffè è necessario scegliere il broker online presso il quale aprire un proprio conto e accedere alle piattaforme proprietarie. A questo punto sarà necessario osservare il mercato (queste piattaforme mettono a disposizione dei propri utenti, grafici dettagliati) e fare il proprio investimento in base alle previsioni sul futuro andamento del titolo.

Al fine di mantenere alto il valore del proprio investimento, quindi, è necessario tenere conto dei fattori di rischio che potrebbero influenzare l’andamento del titolo sul mercato globale. Per questo nel prossimo paragrafo affronteremo nel dettaglio tutti quei fattori che possono determinare il valore del titolo a livello globale e come questi hanno influenzato il titolo nel corso degli anni.

Caffè: previsioni prezzo e fattori di rischio

Il mercato del caffè vede oggi 3 grandi paesi produttori che si spartiscono più della metà della produzione mondiale di Caffè. Il Brasile è al primo posto con un raccolto medio che si aggira intorno aI 32 milioni di sacchi, seguono il Vietnam, la Columbia e l’Indonesia.

A distanza, invece, i produttori minori che sono: Messico, Guatemala, Honduras, Nicaragua, El Salvador, Etiopia, India ed Ecuador. Il volume d’affari del settore tocca 90.000 milioni di dollari.

Storicamente fino al 1989 il mercato del caffè è rimasto piuttosto stabile grazie all’introduzione degli Accordi Internazionali sul Caffè che garantivano stabilità anche nel caso di raccolti non riusciti per eventuali condizioni climatiche avverse. Questi accordi, infatti, prevedevano quote di produzione massime in caso di prezzi troppo inferiori al livello stabilito.

Tali accordi, tuttavia, non sono più in essere a partire dal 4 luglio 1989 quando le trattative tra i player fallirono e, di conseguenza, il mercato del caffè venne automaticamente liberalizzato.

Il peggior nemico per il mercato del caffè è il clima. Come abbiamo visto le specie di piantagioni che producono i semi da tostare non sono particolarmente inclini ad adattarsi a un clima qualsiasi, e quindi l’innalzamento delle temperature può provocare un raccolto scarno.

Il meccanismo che regola l’andamento del valore è il seguente: i prezzi alti del caffè diventano un incentivo alla produzione per i coltivatori, che diventano favorevoli a un incremento della produzione. Questo incremento, però, finisce per far diminuire il prezzo (a causa delle ben note regole di domanda e offerta) e quindi disincentivare gli stessi agricoltori.

Negli ultimi anni, però, sono entrati in gioco i grandi investitori. In pratica questi speculano sul prezzo del caffè acquistandone grandi quantità quando esso è troppo basso, o si prevedono annate scarne, e le rivendono quando il periodo è più favorevole.

Questi grandi investitori, dunque, fungono da contrappeso al mercato per rimettere in circolo la macchina e dunque far crescere nuovamente il valore di questa importante materia prima.

In definitiva, il trading del caffè rappresenta un investimento relativamente sicuro nonostante la volatilità dimostrata negli anni. Basti pensare, ad esempio, che dopo la crisi del 2008 che colpì tutte le commodities il prezzo del caffè impiegò meno di un anno per riprendersi e da allora non ha mai smesso di incrementare il suo valore.

Tuttavia, rappresentando questo un investimento, si consiglia comunque di tenere sotto controllo gli eventi ambientali, economici e politici dei maggiori produttori mondiali al fine di poter fare una corretta valutazione sull’investimento che si appresta ad eseguire.

Prima di concludere, si ricorda (meglio ripeterlo) che i fattori che mettono a rischio il settore sono: clima, condizioni di salute delle piante e situazione socio-politico-economica del paese produttore.