Petrolio

Trading Online Petrolio: come investire, quotazione, grafico e previsioni prezzo

Per poter investire nel petrolio, e quindi compiere il classico Trading online sfruttando il greggio, esistono diverse modalità e modus operandi. Quest’oggi cercheremo di scoprire quali sono le migliori e le più redditizie e andremo alla scoperta delle quotazioni e delle previsioni del prezzo del petrolio.

Trading Online Petrolio, come investire

Per investire nel greggio esistono tre modi principali. Il primo è quello di acquistare i cosiddetti Futures o i CFD (contratti per differenza) in questa materia prima. Chiaramente, investire nei Futures o nei CFD non è esattamente la stessa cosa. I Futures prevedono anche una quantità di capitale per poter iniziare il trading online. I CFD, invece, sono più abbordabili (si può cominciare con un capitale di appena 100 euro).

Seguendo questo schema il broker dovrà prendere posizione all’acquisto o alla vendita sul petrolio che si è scelto (WTI o Brent, ad esempio). Se decidiamo di prendere una posizione all’acquisto significherà che prevediamo un netto rialzo del petrolio. Se invece prendiamo una posizione alla vendita, allora significherà che prevediamo un ribasso delle quotazioni. In base quindi a delle previsioni di mercato il broker sceglierà quale posizione assumere.

Facciamo un piccolo esempio concreto. Poniamo che il valore oscilli sui 40 dollari. Se prevediamo un rialzo a 50 dollari al barile, cliccheremo su acquista. Se i prezzi effettivamente si alzeranno ci guadagneremo, se si abbassano perderemo. Dovremmo comunque ricordarci di impostare un livello di take profit in cui prenderemo le vincite e chiuderemo la nostra la posizione e uno di stop loss, ossia il momento in cui taglieremo le perdite.

Migliori broker CFD per trading petrolio

Plus500 è uno tra i migliori broker per fare trading di petrolio con i CFD. E’ un broker sicuro, affidabile e onesto. Plus500 non applica commissioni sull’eseguito e ha degli spread veramente vantaggiosi per il trader. Plus500 offre tutti gli strumenti di una piattaforma altamente professionale ma è semplicissimo da usare. Grazie a Plus500 è possibile fare trading di tutte le principali materie prime, oltre ovviamente al petrolio. Plus500 mette a disposizione anche coppie valutarie, etf, azioni, bitcoin. Puoi aprire un conto gratuito con Plus500 cliccando qui.

Un altro broker per fare trading online sulle materie prime (e quindi in questo caso sul petrolio) è Markets (clicca qui per il sito). Si tratta di una delle piattaforme più usate dato che ha gli spread in assoluto più convenienti del mercato. Markets è autorizzato e regolamentato dalla CySEC, una severissima autorità di controllo britannica e offre un servizio di trading CFD: in CFD è un contratto derivato che replica in maniera esatta il prezzo di un asset finanziario, rendendo quindi il trading online estremamente semplice.

Avrete, ad esempio, un potere d’acquisto incrementato dato che con 100 euro si può ottenere una movimentazione di denaro pari a 29.400 euro e nessuna commissione. Potrete sfruttare tutte le opportunità del trading, grazie alla grande quantità di mercati disponibili, iniziare con un deposito minimo molto basso di soli 100 euro e avere la massima sicurezza dato che Markets è un broker con una capitalizzazione di mercato pari al miliardo di euro.

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Oltre a Markets.com, un’altra piattaforma che consente di investire sulle materie prime quali il petrolio è la nota piattaforma di eToro, formatasi a Tel Aviv, Israele. eToro propone alla propria clientela l’investimento in CFD su azioni, materie prime, valute e indici. L’elenco degli asset attraverso cui investire mediante contratti per differenza è molto ampio e diversificato. Il target è adatto per soddisfare le esigenze dei trader più avanzati, ma anche di quelli di più recente introduzione nel mondo dei broker.

Come anche avviene per Markets.com, grazie ad eToro avrete la possibilità di fare trading con le principali materie prime come oro, argento e naturalmente petrolio. Sarà possibile fare trading esattamente come gli altri asset, senza acquistare o vendere fisicamente le materie prime ma negoziando solo titoli. In questo caso il leverage disponibile è di 1:50 massimo (come da normative europee CySEC).

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Trading petrolio con ETF

Un altro modo per fare trading online sul petrolio è quello di acquisire gli ETF, ossia gli Exchange-traded fund. Gli ETF sono particolari fondi d’investimento che presentano delle caratteristiche che sono proprie sia delle azioni che dei fondi. Gli Exchange-traded fund rappresentano una soluzione utile perché possono essere negoziati proprio come se fossero azioni e sono altamente sicuri poiché essendo gestione passiva si limitano a seguire l’andamento di un asset. Nel caso degli ETF inerenti al petrolio, questi strumenti hanno come obbiettivo d’investimento la replica di prodotti finanziari legati all’intero settore petrolifero. Un classico esempio di Exchange-traded fund è l’OIH – Oil Service.

Gli ETF hanno anche la caratteristica di essere sia flessibili che trasparenti nella negoziazione in tempo reale come le azioni vere e proprie e di offrire la diversificazione e la riduzione del rischio, esattamente come avviene nei fondi d’investimento. Un Exchange-traded fund comprende più titoli di uno stesso indice o settore: per questo motivo è un prodotto che caratterizzato da una diversificazione e quindi dal rischio ridotto dovuto alla presenza di più oggetti al suo interno.

La migliore piattaforma per operare con gli ETF è attualmente Plus500. Clicca qui per la piattaforma di trading ETF di Plus500.

Previsioni prezzo del petrolio e quotazione

Negli ultimi anni è innegabile che il petrolio sia in calo. Anche se il trend degli ultimi anni è senza ombra di dubbio negativo, fare trading online con una materia prima come il petrolio rimane comunque una buona forma di investimento. Appurato questo, vediamo assieme quali sono le previsioni per questo 2017 in materia di investimenti finanziari.

In questo senso è utile ascoltare ciò che ha da dire l’Agenzia Internazionale per l’Energia, la quale ha pubblicato le sue previsioni per l’anno che è appena cominciato. L’A.I.E. prevede una media di 50 dollari per il prezzo del petrolio Brent e 51 dollari per il prezzo del WTI al barile.

Approfondendo la questione, l’ Agenzia Internazionale per l’Energia prevede che sia il prezzo del petrolio Brent che quello del WTI si mantengano a una media di 50 dollari al barile nella prima metà del 2017 (quindi fino a giugno 2017), mentre nella seconda metà dell’anno sarà possibile vedere il prezzo del petrolio in un range che potrà toccare i 55 dollari al barile.

Per quanto riguarda la produzione totale e i consumi del petrolio a livello mondiale, l’A.I.E. prevede 97,42 milioni di barili al giorno di produzione. La domanda, invece, sarà di 96,99 milioni di barili al giorno. L’aumento delle scorte di petrolio a livello mondiale è probabile che arrivi ad una media di 0,4 milioni di barili al giorno nel 2017, anche se nella prima metà dell’anno i livelli saranno più alti, a 0,8 milioni di barili in più sulla produzione mondiale del cosiddetto ‘oro nero’. La domanda mondiale di petrolio dovrebbe aumentare di 1,6 milioni di barili al giorno nel 2017 e la crescita del prodotto interno lordo mondiale ponderata alla quotazione del petrolio dovrebbe essere del 2,7% nel 2017.

Benché, quindi, si preveda sostanzialmente un rialzo del prezzo del petrolio ci sono alcuni possibili fattori di rischio che potrebbero limitarne fortemente la crescita. Uno di questi, ad esempio, è dovuto alle elezioni di Trump come Presidente degli Stati Uniti: con lui al comando ci potrebbe essere un dollaro forte.

Un dollaro forte, come previsto dalla maggior parte degli analisti del settore, potrebbe frenare la domanda perché, se gli Stati Uniti torneranno al protezionismo, l’inizio di guerre commerciali prenderebbe piede. A quel punto il mondo vivrebbe una situazione che minaccerebbe l’intera ripresa mondiale: questa, a sua volta, porterebbe ad una domanda di petrolio notevolmente minore. Un altro potenziale pericolo potrà essere rappresentato dall’Opec. I paesi dell’OPEC manterranno la promessa di tagliare la propria produzione nella prima metà del 2017 ma non continueranno a lungo. La situazione economica dei paesi dell’Opec non potrà sostenere una diminuzione tanto drastica dei ricavi e una situazione di stallo potrebbe danneggiare il rialzo del prezzo del petrolio.