Come investire con il fondo Arca

I fondi comuni vengono di solito dipinti come strumenti facili e sicuri per investire il proprio denaro; tra le varie Società di Gestione del Risparmio figura anche Arca SGR, che propone ai suoi clienti diverse soluzioni: scopriamo qualcosa di più su questa società e vediamo come investire con il fondo Arca e come seguire l’andamento del proprio investimento.

Arca SGR: cos’è e quali strumenti propone

Prima di addentrarci nel discorso relativo ai suoi fondi è necessario vedere chi è Arca SGR; parliamo di una società che vanta più di trent’anni di esperienza (è stata fondata nel 1983): alle dodici banche popolari azioniste si sono uniti nel corso degli anni altri istituti di credito, soggetti collocatori e società finanziarie. Con 120 enti collocatori, 8.000 sportelli, i canali telematici e un’ampia rete di promotori finanziari Arca punta molto sulla capillarità sul territorio. Ancora un po’ di numeri: 665.000 sottoscrittori e 28 miliardi di euro di capitali hanno portato questa società a detenere una quota di mercato pari al 4%. Il risparmio gestito però non è l’unico settore in cui Arca opera, visto che è attiva anche in campo assicurativo e previdenziale.

Parlare di fondo Arca non è proprio corretto, visto che dovremmo parlare di fondi, al plurale: la gamma di soluzioni proposta infatti è ampia ed è composta da sei tipologie, ovvero fondi azionari, fondi bilanciati/multiasset, fondi obbligazionari, fondi a cedola, fondi flessibili e fondi Economia Reale. Vedremo le caratteristiche dei vari prodotti, ma cerchiamo di capire in cosa consiste un fondo Arca rispolverando la definizione di fondo comune di investimento: si tratta di una gestione collettiva del risparmio formata dai patrimoni dei vari sottoscrittori a cui vengono riconosciute le rispettive quote. I fondi si distinguono dalle altre forme di investimento perché presentano alcuni vantaggi per il risparmiatore, ovvero la gestione professionale del patrimonio, la diversificazione del portafoglio (che, come ormai abbiamo imparato, è il primo sistema per ridurre il rischio), la trasparenza e la liquidità (il rimborso parziale o totale dell’investimento può avvenire in qualsiasi momento). Nel caso specifico del fondo Arca bisogna aggiungere anche l’accessibilità, visto che vi si può entrare con un investimento iniziale di soli 100 euro.

Le tipologie di Fondo Arca

Abbiamo recentemente parlato dei fondi comuni d’investimento in generale. I fondi azionari Arca vengono gestiti con uno stile “attivo contro benchmark” (le scelte di timing e la selezione dei titoli vengono fatte in modo da massimizzare il rendimento del fondo in relazione al proprio benchmark di riferimento). Rispetto ad altri tipi di fondi quelli azionari presentano una maggiore rischiosità operativa, ma se mantenuti per il giusto periodo di tempo permettono di ottenere i rendimenti più elevati. Ci sono diversi prodotti in questa categoria: è possibile investire sul fondo Arca azioni internazionali, Arca Azioni Italia, Arca Economia Reale Equity Italia, Arca Azioni Europa, Arca Azioni America , Arca Azioni Far East e Arca Azioni Paesi Emergenti.

I fondi bilanciati (o multiasset) prevedono un investimento equilibrato tra titoli azionari e titoli obbligazionari che appartengono ad aree geografiche, valute, emittenti e settori economici differenti. L’orizzonte temporale consigliato è di quattro o cinque anni e i clienti che optano per questa soluzione devono essere consapevoli che il patrimonio potrà subire oscillazioni anche importanti e di medio periodo. Rientrano in questa categoria prodotti come il Fondo Arca Obbligazioni Europa, Arca Titoli Esteri, Arca BB, Arca Multiasset Balanced e Arca Multiasset Dynamic.

I fondi Arca con cedola rappresentano soluzioni di investimento molto diversificate, ma contraddistinte dalla presenza di una cedola periodica che il cliente può decidere di reinvestire per aumentare il rendimento alla scadenza oppure di farsele accreditare sul conto corrente; sono il prodotto pensato per chi vuole strumenti diversificati, ma semplici e convenienti. Rientrano in questa categoria il Fondo Arca Cedola Plus, Arca Cedola Corporate e Arca Reddito Multivalore.

I fondi Flessibili puntano su un portafoglio molto diversificato e il gestore può muoversi con flessibilità tra vari strumenti, rimanendo però al di sotto del VAR (Value at Risk) indicato dal Regolamento del fondo stesso. Sono fondi caratterizzati da uno stile di gestione molto dinamico e attivo e sempre alla ricerca delle migliori opportunità di investimento e sono gli ideali per quei risparmiatori che vogliono strumenti molto diversificati dando un’ampia delega al gestore per la ricerca delle occasioni più interessanti rimanendo sempre in limiti di rischio ben definiti. Fanno parte di questa categoria il Fondo Arca Bond Flessibile, Arca Strategia Globale Crescita e Arca Strategia Globale Opportunità.

Chiudiamo con i fondi obbligazionari, ovvero quelli che investono principalmente in titoli obbligazionari societari o governativi con una differenziazione in base al Paese emittente, alla valuta di denominazione e al settore economico in cui opera la società emittente. Questo tipo di investimento è caratterizzato da una rischiosità abbastanza bassa (l’indicatore di rischio va da 2 a 4) e punta ad un obiettivo di rendimento di medio periodo (tre/quattro anni). Fanno parte di questa tipologia il Fondo Arca Risparmio Previdenza, Arca Risparmio, Arca RR Diversified Bond, Arca Bond Corporate, Arca Bond Globale, Arca Bond Paesi Emergenti, Arca Bond Paesi Emergenti Valuta Locale.

Come investire con il Fondo Arca: sottoscrizione, rimborso e monitoraggio

Per investire con un Fondo Arca bisogna compilare e firmare un apposito modulo di domanda di sottoscrizione tramite un soggetto collocatore oppure sfruttando le tecniche di counicazione a distanza, poi bisogna effettuare il relativo versamento con un bonifico bancario. Le sottoscrizioni successive alla prima si perfezionano con il solo bonifico. Dalla firma del modulo allo sportello al momento effettivo della sottoscrizione passano quattro giorni lavorativi. La sottoscrizione può avvenire in un’unica soluzione (l’importo iniziale deve essere di almeno 100 euro) oppure con i piani di accumulo (PAC, con un importo iniziale di almeno 50 euro). Il rimborso può avvenire in un’unica soluzione, tramite un piano di rimborso programmato, con operazioni di passaggi tra fondi (Switch) o mediante un piano di Switch Programmato; in base alla modalità scelta, le tempistiche del rimborso possono variare dai quattro ai sei giorni lavorativi. Per poter seguire l’andamento dell’investimento in un Fondo Arca è possibile aderire al servizio gratuito ArcaClick, che consente di analizzare il portafoglio, monitorandone le movimentazioni e il rendimento.

A2a: azioni e quotazione

A2a è una delle principali aziende italiane e un titolo particolarmente apprezzato per quel che riguarda il paniere del Ftse Mib. Qui sotto trovi il grafico in tempo reale delle quotazioni delle azioni A2a. Subito dove andremo ad analizzare il titolo per comprenderne meglio le caratteristiche del business e valutare un eventuale investimento.

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Quotazione Argento Oggi: prezzo, come investire e comprare online

Da ormai centinaia e centinaia di anni l’argento risulta essere un metallo molto apprezzato: lo testimonia il suo utilizzo in funzioni monetarie e di investimento; e proprio di questo aspetto vogliamo parlare in questo articolo, visto che cercheremo di capire come investire e comprare online il bianco metallo e vedremo la quotazione dell’argento di oggi.

Come investire in argento

Ne abbiamo già parlato in passato: l’uomo ha sempre mostrato di essere affascinato dai metalli preziosi anche come strumento di investimento o come beni rifugio. L’oro risulta essere ancora il numero uno, ma anche gli investimenti sull’argento si possono dimostrare convenienti e redditizi. La domanda dell’oro a livello industriale può essere definita praticamente trascurabile, mentre quella che riguarda l’argento è molto alta e in continua crescita. Il metallo bianco infatti è caratterizzato da alcune proprietà e qualità che lo rendono molto richiesto non solo nella gioielleria e nel settore industriale, ma anche in quello artigianale, elettronico, nella fotografia e altro ancora.

Comprare argento fisico online

Abbiamo visto recentemente gli ETF Oro. Bene, sappiate che in alternativa è anche possibile investire in argento fisico e in argento finanziario. Il primo tipo di investimento consiste nell’acquisto di monete (per investitori o collezionisti) o lingotti: è una soluzione ideale per piccoli e medi risparmiatori che vogliono sfruttare appieno le qualità di bene rifugio del metallo prezioso; conservare delle monete non è difficile, ma per farlo in casa propria sarebbe cosa buona e giusta dotarsi di cassaforte, mentre per i lingotti (che a differenza di alcune monete non aumentano di valore in base alla loro rarità) possono essere conservati presso le banche che offrono servizi di stoccaggio.

Per investire in argento fisico le alternative non mancano. L’acquisto del metallo bianco in Italia comporta il pagamento dell’IVA piena sia sui lingotti che sulle monete, per questo molte persone preferiscono acquistare il metallo prezioso da Paesi dove le tasse sono meno pesanti (in giro si può leggere di gente che compra dalla Germania, dove l’Iva è al 7% per le monete e al 19% per i lingotti, o dall’Estonia, dove l’imposta sul valore aggiunto non viene applicata né sull’oro né sull’argento): nonostante i costi per la spedizione, si può risparmiare qualcosa. Per quanto riguarda le monete è possibile fare ancora qualche affare tra le bancarelle (ovviamente si possono trovare anche nei negozi specializzati in numismatica, ma senza possibilità di trattare o di trovare un venditore che non conosca il reale valore della moneta). Un’altra possibilità che viene sfruttata da molti è rappresentata da eBay: sul più famoso sito di aste del mondo non è raro trovare delle inserzioni relative proprio a monete e lingotti di questo prezioso materiale. E poi c’è il servizio offerto d Bullionvault: il metallo diventa di proprietà dell’acquirente, ma viene conservato in apposite camere blindate e finché rimane là l’investitore risparmia sui ricarichi del prezzo e sulle imposte.

L’acquisto di oggetti in argento (soprammobili, cornici, la classica argenteria), per quanto possano risultare facilmente rivendibili, non viene considerato un vero e proprio investimento, anche perché per poterci guadagnare è necessario sfruttare il momento in cui si verifica un’enorme variazione della quotazione.

Investire in argento finanziario

Gli investimenti in argento finanziario non sono altro che operazioni su titoli e strumenti derivati come gli ETF, i CFD, i Fondi collegati all’argento e le azioni di società che sono impegnate nell’attività di estrazione del metallo o che ne utilizzano in grandi quantità nei loro processi produttivi. La differenza rispetto all’investimento in argento fisico è che con questi strumenti non si diventa davvero proprietari del metallo, ma permettono di speculare sui movimenti della sua quotazione. Per fare questo tipo di operazioni è necessario affidarsi ad un broker online (scegliendo, ovviamente, solo tra quelli affidabili e regolamentati). Tra I broker che permettono di investire in argento possiamo segnalare XTrade e Markets.com: sui loro siti ufficiali è sufficiente andare nella sezione relativa alle materie prime (o commodities) e cliccare sulla voce relativa all’argento per conoscere tutti i dettagli, come la quotazione in tempo reale.

Perché può essere conveniente investire in argento e quotazione di oggi

Scopriamo ora quali sono i motivi per cui investire in argento può essere conveniente: innanzitutto, una volta acquistato, risulta essere più facile da rivendere; ha un costo molto inferiore e si trova più facilmente rispetto all’oro; può essere molto utile in caso di periodi in cui l’inflazione si fa sentire in modo particolare e permette di tutelare il proprio patrimonio; consente di fare una diversificazione nel proprio portafoglio; la crescente domanda di argento (che può essere definito una sorta di ibrido: metallo prezioso, ma anche metallo industriale) è destinata a farne aumentare il valore. E poi bisogna sottolineare che per alcune caratteristiche (come ad esempio le dimensioni abbastanza ristrette degli scambi), il mercato dell’argento è caratterizzato da una maggiore volatilità rispetto a quello del biondo metallo. La quotazione dell’argento di oggi è di 16,580 dollari all’oncia: come si può notare dai grafici messi a disposizione dai vari broker online e dai siti specializzati, nel corso degli ultimi due giorni l’argento ha registrato un netto calo. L’oncia è un’unità di misura che corrisponde a circa 28 grammi.

Il trading in opzioni binarie funziona?

Il mondo delle opzioni binarie è spesso oggetto di curiosità, critiche e opinioni da parte dei “profani” del trading: è normale che quando alcuni siti, parlando di questi strumenti, riportano che si possono ottenere guadagni con percentuali che altre forme di investimento non possono garantire a qualcuno possa venire il dubbio che si tratti di una truffa, ma così non è; cerchiamo di scoprire perché il trading in opzioni binarie funziona.

Cos’è il trading in opzioni binarie

Il trading in opzioni binarie può essere visto come un qualcosa di psicologico, un modo rapido e relativamente facile per trarre profitto dai mercati finanziari. Ma come sempre, quando si parla di trading non bisogna dimenticare che si può andare incontro a delle perdite. Questo però non vuol dire che si tratti di una truffa o che il meccanismo non funziona: fa parte del gioco, ma si può aggiungere che rispetto ad altri strumenti finanziari la gestione del rischio presenta meno sorprese, nel senso che la perdita massima che si può subire è sempre chiara.

Semplicità. Ecco la parola che sta alla base del grande successo del trading in opzioni binarie: per dare una definizione molto stringata si potrebbe dire che stiamo parlando di un particolare tipo di opzioni che permette di guadagnare se la previsione fatta dal trader sulla direzione del prezzo di un asset in un determinato tempo di chiusura si rivela esatta; se la previsione è sbagliata, il trader perde quanto investito. Sembra una cosa alla portata di tutti, la strada più veloce per entrare sui mercati finanziari senza avere grandi conoscenze in materia di trading. Sembra!

Il meccanismo e tipologie di opzioni

Per capire bene il concetto di opzione binaria bisogna tenere a mente cinque elementi: l’asset sottostante, il suo valore, una scadenza, una previsione e il rendimento. Miscelando questi “ingredienti” si mette in moto il meccanismo: quando si compra un’opzione binaria si individua l’asset sottostante (può essere un’azione, una materia prima, una coppia di valute…), si decide quanto si vuole investire, si sceglie la scadenza dell’opzione (che può essere anche di soli 60 secondi) e si fa la previsione, puntando sulla salita o la discesa del prezzo dell’asset.

Quello che abbiamo appena descritto è il tipo di opzione binaria più semplice e diffusa (Top Down), ma ne esistono anche altri tipi più complessi, ovvero Interval (bisogna individuare l’esatto intervallo di prezzo in cui si troverà l’asset al momento della scadenza) e Touch (bisogna prevedere se l’asset toccherà, anche se per un solo istante, uno specifico valore). Le opzioni binarie Interval e Touch sono più difficili da gestire, quindi sono indicate per i trader più esperti. Le opzioni di tipo Top Down invece possono permettere anche ai trader meno navigati di ottenere dei buoni risultati: ovviamente per raggiungere questi obiettivi è necessario affidarsi a broker sicuri, affidabili, legali e regolamentati.

Il meccanismo quindi è molto semplice ed immediato; quello che risulta essere più difficile è “azzeccare i pronostici” sull’andamento dei prezzi dell’asset considerato: la semplicità dello strumento non deve essere assolutamente confusa con la possibilità di ottenere guadagni facili e assicurati, anzi: bisogna tenere bene a mente che nel caso in cui le previsioni si rivelino errate il trader perde tutto il capitale investito. In altri termini, da buoni strumenti speculativi, le opzioni binarie possono far guadagnare molti soldi, ma possono anche farli perdere, soprattutto se vi ci si avvicina con un approccio sbagliato.

C’è chi le vede come delle semplici scommesse e si limita a puntare senza avere nessuna conoscenza dei mercati: può andare bene una volta, ma alla lunga è difficile che la strategia del “tirare a indovinare” possa portare a qualche beneficio. Ovviamente la fortuna è un elemento importante e non guasta mai averne un po’ dalla propria parte, ma avere delle buone nozioni (anche se non necessariamente approfondite come in altri tipi di investimenti) è fondamentale. La scelta del broker e le conoscenze (a cui con il tempo e la pratica andrà ad aggiungersi l’esperienza) sono aspetti molto importanti nel trading in opzioni binarie.

Il trading in opzioni binarie funziona? Sì, ma è giusto conoscerne i rischi

Quindi, per rispondere alla domanda del titolo, la risposta è: sì, il trading in opzioni binarie funziona. Già abbiamo visto la verità sulle opzioni binarie e non è certo una novità. I vantaggi di questo tipo di attività sono molti: sono lo strumento che permette di ottenere i rendimenti più alti (e anche in minor tempo), il loro utilizzo è molto semplice ed è molto facile accedere alle piattaforme di opzioni binarie, non servono grandi capitali per iniziare, con il tempo aiutano ad approfondire le proprie conoscenze sul funzionamento dei mercati, i rischi ci sono ma sono facilmente controllabili. Con lo studio, gli esperimenti con i conti demo, un atteggiamento professionale e tanta applicazione si può riuscire ad individuare le migliori strategie di trading e ottenere risultati davvero importanti. I termini come “fortuna” o “scommessa” devono lasciare spazio ad altre parole come “analisi” e “investimento”.

Bisogna tenere a mente che nel mondo del trading il rischio è sempre presente e farsi attirare da messaggi su guadagni facili senza correre alcun pericolo è un grande errore. Non capita di rado che qualcuno si faccia abbindolare da questi invitanti messaggi lasciandosi trascinare da un broker poco affidabile (se non addirittura illegale): anche questo è un gravissimo errore, se ci si mette nelle mani sbagliate si corrono dei rischi, ma non per questo bisogna parlare di truffa a livello generale. Bisogna inoltre imparare a gestire alcuni aspetti come il Money Management (che consente di ridurre le possibili perdite) e il controllo della sfera emotiva (paura, avidità, voglia di rifarsi subito: sono sentimenti che il trader deve imparare a dominare): l’uso dei conti demo come allenamento può essere utilissimo, ma quando poi si passa alla piattaforma reale bisogna ricordarsi che non è una simulazione e che si inizia a fare sul serio.

Cambio Euro Dollaro

La vittoria del SI al Brexit e la conseguente uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea ha avuto ripercussioni non indifferenti sui mercati economici mondiali. Particolare attenzione deve essere posta all’andamento del cambio Euro Dollaro, coppia di valute di riferimento fondamentale e con influenze praticamente su tutte le operazioni finanziarie.

La coppia di valute Euro Dollaro non è solo una delle principali fra quelle scelte da chi investe in forex online, ma è essenziale anche nel determinare l’andamento economico di svariati asset, influendo sul loro valore di mercato.

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Fondi Comuni di Investimento: i migliori su cui investire

Molti risparmiatori non amano gli investimenti aggressivi e rischiosi e puntano su strumenti facili e relativamente più sicuri: negli anni ’80 , quando i classici titoli di Stato non erano in grado di garantire rendimenti adeguati, si sono affermati i Fondi Comuni di Investimento; il loro successo è testimoniato dal fatto che nel giro di pochi anni il numero dei Fondi esistenti è cresciuto a dismisura: scopriamo le caratteristiche dei Fondi Comuni di Investimento e cerchiamo di capire come è possibile individuare quali sono i migliori su cui investire.

Cosa sono i Fondi Comuni di Investimento

Prima di tutto bisogna capire cosa sono i Fondi Comuni di Investimento: siamo sempre nell’ambito degli strumenti finanziari (o, meglio ancora, prodotti finanziari) e la loro caratteristica principale è quella di permettere di investire nei mercati capitali frazionando il rischio. Possono essere visti come una sorta di cassa comune dove vanno a finire gli investimenti di una pluralità di risparmiatori privati; il denaro raccolto viene investito dalle Società di Gestione del Risparmio (le Sgr devono essere iscritte in un apposito Albo) in valori mobiliari, che possono essere azioni, obbligazioni, titoli di Stato e così via.

L’obiettivo dei Fondi Comuni di Investimento è quello di raggiungere, attraverso la gestione collettiva, dei risultati positivi in termini di maggiori rendimenti e potere contrattuale e di minori costi, senza dimenticare la diversificazione del portafoglio. Questi prodotti finanziari vengono di solito dipinti come la soluzione ideale per chi non ha grandi somme da investire e non vuole andare incontro a rischi importanti: la sicurezza del prodotto è data dal fatto che si investe su svariati titoli (in modo differente rispetto a quanto avviene con gli indici di Borsa) e anche se qualcuno di essi dovesse perdere di valore, il danno economico rimarrebbe limitato. Ma come sempre bisogna ricordare che parliamo di investimenti: questo vuol dire che il rischio (per quanto possa essere limitato) è sempre presente e i Fondi Comuni di Investimento non possono garantire nessun rendimento; l’ottenimento di un profitto per l’investitore dipende sempre dall’andamento delle attività in cui sono stati investiti i suoi risparmi.

Fondi Chiusi, Fondi Aperti e le varie tipologie

Il Fondo Comune di Investimento ha un unico portafoglio che è comune per tutti i suoi sottoscrittori ed è diviso in quote. Dal punto di vista tecnico il sottoscrittore acquista una quota del Fondo stesso: di fatto diventa il proprietario di una parte di patrimonio a cui si va ad aggiungere la plusvalenza (o, se le cose non vanno come sperato, la minusvalenza) e non dei vari titoli acquistati con lo stesso patrimonio. I Fondi Comuni di Investimento possono essere suddivisi in varie categorie: la classificazione più importante è quella tra Fondi Comuni Aperti e Fondi Comuni Chiusi. I primi hanno un capitale variabile e l’investitore è libero di acquistare o vendere le quote in ogni momento: il valore viene calcolato quotidianamente in base al prezzo di mercato delle attività in portafoglio e al numero di quote esistenti. I Fondi Chiusi hanno invece un capitale fisso e gli investitori possono sottoscrivere le loro quote solo nel momento in cui il Fondo viene istituito e possono riscattarle solo in determinati periodi dell’anno; il numero delle quote è predeterminato e chi vuole liquidare la propria può farlo solo sul mercato.

Un’altra classificazione può essere fatta in base al profilo di rischio e di rendimento atteso: abbiamo infatti i Fondi di Liquidità (sono adatti a chi non può investire per lunghi periodi, l’intero portafoglio è destinato in liquidità e obbligazioni: il rendimento è in linea con quello dei Bot, ovvero abbastanza contenuto, ma stabile), Fondi Obbligazionari (adatti per chi vuole investire in ottica di medio periodo, ovvero 3-5 anni, l’intero portafoglio è destinato in liquidità e obbligazioni: nel medio periodo il rendimento è leggermente superiore a quello dei Fondi di Liquidità), Fondi Bilanciati (adatti per chi vuole fare investimenti di medio-lungo periodo, il portafoglio è formato da un mix di obbligazioni, azioni e titoli di Stato e il rendimento è potenzialmente superiore rispetto alle due categorie viste prima), Fondi Azionari (pensati per le esigenze di chi vuole fare investimenti di lungo periodo, superiori ai 10 anni, e almeno il 70% dell’investimento viene fatto in azioni: i fondi diversificati su più Paesi risultano essere quelli meno volatili, mentre quelli più specializzati sono quelli che presentano il maggior grado di rischio), Fondi Immobiliari (Fondi Chiusi che investono prevalentemente in beni immobiliari e il rendimento per i sottoscrittori è rappresentato dalle plusvalenze maturate sugli immobili: questa tipologia di Fondo ha anche funzioni di stabilizzare i mercati finanziari e di sviluppare il mercato immobiliare), Hedge Funds (sono Fondi Chiusi il cui patrimonio è investito in attività ad alto rischio: sono prodotti che sfruttano gli strumenti speculativi come la leva finanziaria o le vendite allo scoperto; possono generare profitti molto importanti, ma anche perdite altrettanto elevate) e i Fondi di Fondi (il patrimonio è composto da quote di altri fondi, tra cui gli Hedge Founds: in questo modo anche i piccoli risparmiatori possono, seppur indirettamente, accedere a questa categoria di prodotto).

Come individuare i migliori Fondi su cui investire

Ora che sappiamo cosa sono i Fondi di Investimento e quali sono le varie tipologie esistenti non rimane che individuare quelli migliori su cui investire. Ovviamente non si tratta di una cosa semplice da fare, anche perché la scelta deve ricadere su un prodotto che si sposa al meglio con le esigenze di ciascun investitore (e spesso la soluzione migliore è rappresentata da un insieme di Fondi). Prima di investire bisogna naturalmente informarsi bene e fare dei confronti, aiutandosi con i vari documenti che possono essere recuperati (ad esempio fogli illustrativi e documenti contabili) e poi si devono valutare i costi (ciascun Fondo offre varie formule tra cui scegliere). I fattori che vanno considerati per individuare il Fondo Comune di Investimento migliore (o più adatto al proprio profilo da investitore) sono tanti: in primis bisogna vedere in cosa viene investito il patrimonio (come detto, i fondi obbligazionari saranno meno rischiosi e avranno un rendimento minore rispetto a quelli azionari), poi le varie commissioni (di entrata, di uscita, di gestione e quelle eventuali di performance), la presenza o meno di un benchamrk, ovvero di un indice che permetta di valutare l’andamento del Fondo nei confronti del mercato di riferimento, e l’andamento degli anni precedenti (le performance passate non danno certezza sui rendimenti futuri, ma sono comunque un aspetto da prendere in seria considerazione).

ETF Oro: come investire con il trading online, quotazione attuale

Spesso abbiamo fatto riferimento all’oro definendolo come il bene rifugio per eccellenza, ricercatissimo nei momenti di maggiore paura per i mercati (come poteva essere la recente Brexit o le attualissime elezioni presidenziali negli Stati Uniti): uno dei modi per investire nel metallo aureo è rappresentato dagli ETF Oro; cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta, vediamo come investire con il trading online e diamo un’occhiata alla quotazione attuale.

Cosa sono gli ETF Oro

Tra i tanti strumenti che consentono di investire sulle materie prime gli ETF spiccano per la loro capacità di essere una sorta di ibrido che racchiude in sé i vantaggi di un fondo e quelli di un titolo azionario. Gli Exchanged Traded Found sono dei particolari fondi di investimento negoziati in Borsa (proprio come le azioni) ed hanno l’obiettivo di replicare il valore del benchmark di riferimento attraverso una gestione passiva.

Il trader che acquista un ETF Oro assume una posizione sulla commodity in questione (che in questo caso è, appunto, l’oro) e con una sola operazione di acquisto riesce ad investire su un bene che difficilmente potrebbe possedere fisicamente. Gli ETF vengono considerati convenienti anche dal punto di vista economico, visto che presentano una commissione totale annua abbastanza ridotta (che viene applicata in relazione al periodo di detenzione) e nessuna commissione di ingresso, performance ed uscita. Per via di queste caratteristiche i costi dello strumento sono competitivi e risultano essere molto inferiori rispetto agli oneri (deposito, sicurezza) e alle difficoltà legate al possesso dell’oro fisico.

I rischi di questo tipo di investimento

Questa indiscutibile convenienza non deve però illudere: anche con gli ETF Oro i rischi di investimento sono sempre presenti e sono strettamente collegati ad almeno quattro fattori. Il primo aspetto da considerare è la valuta di denominazione: gli ETF Oro possono essere emessi in Euro e in Dollari e chi sceglie uno strumento espresso in dollari si assume, oltre al rischio relativo al prezzo di mercato sull’asset di riferimento, anche il rischio di cambio. La seconda cosa da valutare la replica fisica dell’oro: gli ETF Gold Physically Backed replicano con esattezza il prezzo del metallo prezioso nella valuta di riferimento. Terza cosa: la leva finanziaria; alcuni ETF Oro permettono di investire con la leva, con conseguente possibilità di amplificare i profitti (ma anche le perdite). L’ultimo ma non meno importante fattore da tenere bene a mente riguarda i rischi dell’emittente: a seconda dell’ETF che si sceglie si potrà notare che l’emittente può decidere di non assicurare l’oro da danni, furti o eventi terroristici.

La combinazione di questi fattori determina il livello di rischio e di rendimento dello strumento: l’ETF Oro meno “pericoloso” sarà quello espresso in euro, replicato fisicamente e senza leva finanziaria (in pratica il trader si assume solo i rischi relativi al prezzo dell’oro ed eventualmente a quello di confisca o furto), mentre quello più rischioso è un ETF in dollari, che non replcia fisicamente l’oro e con un rapporto di leva finanziaria alto (ai rischi precedenti si aggiungono quelli derivanti dal cambio e dalle leva).

Come fare trading online con gli ETF Oro: broker e quotazione attuale

Oltre ai rischi legati a questo tipo di investimento il trader deve anche capire bene qual è il meccanismo che sta dietro agli ETF. Il fondo provvede all’acquisto di una certa quantità di metallo e poi emette dei titoli che seguono l’andamento del prezzo dell’oro fisico. Fare trading con ETF Oro significa investire in quello che viene definito oro finanziario. Per investire sugli ETF Oro con il trading online bisogna avere accesso ad una piattaforma di trading che permetta di fare questo tipo di operazioni: abbiamo spesso parlato dell’importanza della scelta del proprio broker online e dei tanti aspetti da valutare prima di aprire un conto; bisogna sempre affidarsi ad intermediari legali e affidabili e che offrano dei servizi adeguati alle proprie esigenze: chi è alle prime armi ad esempio potrebbe essere interessato a provare i vari strumenti finanziari senza rischiare nulla prima di iniziare a investire soldi veri: ecco perché molti broker permettono di sfruttare il cosiddetto conto demo per fare pratica e prendere dimestichezza con il mondo del trading online. Dopo aver scelto il broker bisogna prendere un’altra decisione: quali sono i migliori ETF Oro su cui puntare? Il trader deve controllare vari parametri, tra cui la redditività, la sicurezza, i costi, la tassazione e la valuta di denominazione.

A chi muove i primi passi in quest’area del trading online di solito gli esperti suggeriscono di muoversi su ETF Oro tradizionali, come ad esempio l’SPDR Gold Trust, che è il primo ad essere stato fondato e viene visto da molti come il più semplice da utilizzare. In realtà le opzioni sono tante: ciascun broker online dà la possibilità di fare trading con svariati ETF Oro: basta andare sui siti ufficiali di broker importanti come Plus500 (servizio CFD) o Xtrade per veder gli strumenti a disposizione, le loro caratteristiche, la quotazione attuale e il grafico dell’andamento; per fare un esempio, il già citato SPDR Gold Trust al momento ha una quotazione di 121,21. Con il trading il tuo capitale è a rischio.

Investire in Diamanti

Con la crisi mondiale e la crescente sfiducia nel mondo finanziario, e specialmente nelle banche, sempre più risparmiatori si affacciano su metodi differenti di investimento, come Oro, Argento e Diamanti. Si tratta di beni di lusso, difficili da reperire, e che per questo mantengono sempre stabile il loro valore, acquistandone nel tempo.
Sono i cosiddetti beni rifugio, che acquistano valore soprattutto in momenti di crisi, quando sono gli unici investimenti sicuri su cui ripiegare. Certo, fare investimenti in Oro o Diamanti non è la stessa cosa che sottoscrivere obbligazioni alle Poste. Qui il terreno diventa scosceso e complesso, pieno di trappole e con molte cose da sapere prima di avventurarcisi.

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Warren Buffett, il più grande investitore di sempre

Al terzo posto della classifica degli uomini più ricchi del mondo, subito dietro Bill Gates e “mister Zara” Amancio Ortega, c’è un ottantaseienne statunitense, tale Warren Buffett: forse a molti questo nome non dirà nulla, ma stiamo parlando di quello che viene riconosciuto come il più grande investitore di sempre. Proviamo a scoprire qualcosa di più su questo personaggio e sui suoi segreti più interessanti.

Chi è Warren Buffett, l’oracolo di Omaha

L’oracolo di Omaha. Basta un semplice soprannome per far capire come viene visto Warren Buffett dal mondo della finanza; Buffet è nato proprio a Omaha nel Nebraska il 30 agosto del 1930 e già da piccolo ha mostrato una grande abilità negli investimenti azionari: la leggenda narra che le prime operazioni le fece con i suoi risprmi da undicenne e che a soli 14 anni riuscì a comprare un terreno da affittare ai pastori. Dopo la laurea alla Columbia Business School il suo insegnate e mentore Benjamin Graham (non uno qualunque: si tratta dell’autore del libro The intelligent investor nonché il primo economista ad aver sviluppato la teoria del value investing) gli offrì un posto alla Graham-Newman Corp. Buffet in seguito rifiutò la proposta di diventare socio dell’impresa, preferendo tornare nel suo Nebraska, convinto di poter vivere di rendita grazie alle sue grandi capacità di investitore.

Parenti e amici gli chiesero di gestire ii loro risparmi e così nacque la Buffet Partnership, un fondo d’investimento basato sulle strategie del value investing, che consiste nella ricerca di titoli sottovalutati da acquistare e detenere per tempi lunghissimi. Questa strategia consentì a Warren Buffett di impossessarsi di quote di partecipazione importanti in società del calibro di Walt Disney, Coca Cola, McDonald’s e Gillette. In seguito fece debuttare in Borsa la sua Buffet Partnership tramite fusione con la già quotata Berkshire Hathaway, società tessile, che pur rimanendo nel suo ambito di fatto si trasformò in una holding per altri investimenti. Grazie al crollo azionario del 74/75 la Berkshire riuscì ad acquistare altre società importanti a prezzi stracciati e con il passare del tempo è diventato un vero e proprio colosso con quote di partecipazioni in tantissime imprese e un patrimonio immenso.

La strategia del più grande investitore di sempre

Sulla carta l’approccio scelto da Warren Buffett per i suoi investimenti sembra semplice, ma non è proprio così (altrimenti tutti sarebbero straricchi come lui, no?). La sua strategia è quella di acquistare titoli di società sottovalutate, ma che comunque sono promettenti perché presentano dei requisiti di solidità e competitività, in modo da guadagnare tanti soldi quando il mercato tornerà a riconoscere il reale valore di quelle società. La prima fase quindi consiste nell’individuazione delle aziende su cui puntare: Buffett si è dimostrato abilissimo nel saper leggere i bilanci delle società e nello scegliere solo quelle le cui azioni hanno più possibilità di crescere nel tempo. La sua capacità di capire con anticipo come si possono evolvere le cose è stata confermata anche nel 2012, quando scrisse un articolo consigliando di disfarsi dell’oro: un mese dopo ci fu un crollo delle quotazioni del biondo metallo, considerato da tutti come il bene rifugio per eccellenza.

Per Buffett tra i listini delle Borse ci sono tantissime società mediocri che non valgono quanto vengono quotate e quindi non possono essere attraenti per investimenti a lungo termine, ma ci sono anche poche, pochissime imprese “meravigliose”, il cui titolo, in determinate condizioni, viene praticamente regalato e su cui bisogna puntare con fiducia a prescindere dalle brutte previsioni che riguardano il mercato azionario. Il grande investitore ha mostrato di preferire le azioni di imprese impegnate in business semplici e comprensibili: aziende del settore energetico, assicurativo, alimentare, dell’editoria e delle costruzioni, ma anche in aziende municipalizzate; non rientrano nella lista dei titoli preferiti dall’oracolo di Omaha quelli delle aziende Hi-tech o quelle di ultima moda. A questa sua grande capacità di analisi Warren Buffett ha aggiunto la capacità di non farsi coinvolgere dal panico: la maggior parte dei trader che acquista azioni dimentica che sta comprando delle quote di proprietà di un’azienda e non pensa (come invece dovrebbe) da proprietario, ovvero da qualcuno che ha deciso di sposare quell’azienda per lunghi anni.

Perché non tutti possono seguire l’approccio di Buffett: la differenza tra trader e investitore

Ma quali sono le ragioni per cui gli altri investitori non riescono a replicare le imprese di Warren Buffett? Si potrebbero individuare almeno tre grandi motivi. Innanzi tutto: chi è in grado di passare una vita intera a studiare i bilanci delle varie società in maniera molto approfondita? Buffett lo ha fatto, ma questo ha richiesto grandi sacrifici e rinunce. Poi bisogna aggiungere che la strategia di Buffet in pratica non prevede il disinvestimento: per i risparmiatori privati l’obiettivo è quello di ottenere un profitto in termini di tempo abbastanza ragionevoli e praticamente nessuno è disposto a non toccare i propri impieghi per i tantissimi anni necessari alla rivalutazione. Infine la strategia adottata da Buffett prevede che una volta individuate le cosiddette imprese meravigliose si debba attendere il momento giusto per acquistare le loro azioni: questo significa dover aspettare periodi molto lunghi (parliamo anche di decine di anni) fino al momento di crisi che permette di acquistare quei determinati titoli a prezzi bassi. Sicuramente le scelte adottate da Buffett si sono dimostrate redditizie (i numeri non mentono), ma oggettivamente parliamo di una strategia che i trader difficilmente possono seguire.

Quotazione Saipem

In questa pagina puoi trovare il grafico con le quotazioni in tempo reale delle azioni Saipem, una delle aziende più importanti del panorama italiano, nonchè uno dei titoli azionari più scambiati sul Ftse Mib. Il grafico qui sotto ci mostra l’andamento dei prezzi di oggi e degli ultimi mesi così da poter mettere a punto la nostra strategia di trading in modo estremamente preciso.

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